“Nella tua testa, un tramonto può durare giorni.”
Yoko Ono

Le giornate iniziano ad allungarsi sempre di più. È quel momento dell’anno in cui l’orologio sembra finalmente fare pace con la nostra voglia di libertà. L’aria cambia, perde il morso gelido dell’inverno e si riempie di una promessa nuova, quasi elettrica.
E finalmente c’è più tempo. Più tempo per lasciarsi alle spalle le quattro mura, lo schermo del computer, la routine incastrata nei minuti contati. È il momento di riprendersi il proprio spazio e di godersi gli argini: quelli di ghiaia bianca che corrono dritti a perdifiato, accompagnando il ritmo costante del tuo respiro. Le strade secondarie, quelle che non portano da nessuna parte se non verso la scoperta, con l’asfalto che torna a scorrere veloce sotto di te.
C’è di nuovo tempo per le salite. Quelle che ti mettono alla prova, che ti fanno bruciare i muscoli e battere il cuore forte nel petto, ma che ti regalano la soddisfazione impagabile di conquistare la vetta, un metro di dislivello alla volta. E poi la ricompensa totale: le discese. L’adrenalina pura, il vento addosso, le traiettorie disegnate d’istinto mentre il mondo intorno diventa una scia sfocata.
Ma soprattutto, c’è finalmente tempo per i tramonti. La “golden hour” in cui il cielo si infiamma, e tu non devi più guardare l’ansiosamente l’orologio per paura del buio. Puoi allungare il giro. Puoi concederti quella deviazione in più.











Reply