“Ogni giro in bici è una storia da raccontare, non vedo l’ora di pedalarvela!!!”

Filippo Pippo Vogliardi

L’amico e meccanico Filippo “Pippo” Vogliardi tra pochi giorni partirà alla volta del Naturaid Marocco Desert 2019, un viaggio in Africa, tra deserto ed immense distese. Viaggiatore da lungo tempo, Pippo ha sempre trovato sfogo alla sua libertà in queste esperienze anche in solitaria. Noi da casa lo seguiremo durane il suo sogno personale, ma andiamo a scoprire in cosa consiste questa esperienza su due ruote ed in autonomia.

Filippo: “Arriva un momento in cui sei attratto dalla voglia di esplorare luoghi sconosciuti o solo sognati. Quasi un anno fa vidi degli amici coinvolti da Maurizio Doro in un viaggio sull’Alto Atlante in Marocco e da quel momento non ho più smesso di pensare a quei luoghi. Per il 2019 Maurizio decide che la meta stabilita sarà il deserto, un anello di 1000km e 6000d+ con giro di boa a Merzouga, città nota per le sue grandi dune che fanno da confine con l’Erg. Numeri che per chi è rodato sulle lunghe distanze, possono sembrare banali ma fino ad oggi io personalmente il deserto l’ho solo visto sulla carta. La ricetta base resta più o meno la stessa: un buon allenamento fatto di sane pedalate senza mai esagerare, la documentazione sui terreni e gli ostacoli e possibili rifornimenti. La bicicletta studiata e l’attrezzata per essere completamente autonomi sia a livello meccanico e per quello che riguarda il self-support. Ho passato una mattina con Michele “Nure” di Missgrape per ragionare a quattro mani su cosa è veramente utile in condizioni di vagabondaggio estremo. Il Marocco a Novembre ha una temperatura climatica che varia dai 30º di giorno fino ad arrivare anche a 0º la notte; Dunque vestiario e attrezzatura per la notte di un certo livello, no lightweight che per esperienza non c’è niente di peggio di fermarsi a dormire per prendere freddo. Su questo argomento ho avuto modo di ricevere un supporto dai ragazzi di Sportful, interessati dal tipo di avventura e la varietà di climi che il deserto può offrire. Marco e l’azienda mi hanno messo in condizione di usare diverse soluzioni di vestiario in base alle temperature. Tutto questo tempo dedicato a preparare ogni cosa nei minimi particolari è stato molto utile. Nello stesso tempo la testa non resta ferma ed è già li che viaggia, senza sapere cosa mi aspetta, l’unica certezza è che andrò a tatuarmi nel cervello un’esperienza unica, mentre a casa ti stanno aspettando. Per come ho sempre vissuto i miei pochi viaggi, anche il ritorno è una fase entusiasmante di tutto il percorso.
Concentrato al 200% su cosa ti serve e cosa portare, per poi ritrovarsi a pochi giorni dalla partenza che non ricordi più niente di cosa hai preso, ciò nonostante non ha più importanza ormai la partenza è qui! Una volta partito tutto questo diventerà l’ultimo dei problemi.”

Se volete seguire direttamente il viaggio di Pippo, potete farlo tramite il gps al seguente Link. Noi auguriamo tutto il meglio a Filippo!

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