“Penso che senza la passione non ci si possa definire un atleta.”

Roberto Cristofoli #133

Seguire i propri sogni, i propri traguardi. Facile? Non sempre. In quanti sarebbero disposti a lasciare la loro “comfort zone” per provarci, confrontarsi e cercare di cambiare la propria vita? Abbiamo passato una giornata con il bravo Roberto “Robo” Cristofoli, lui atleta di bmx veronese D.O.C., ma che ha deciso per passione, amore e lavoro di trasferirsi in Francia. Una scelta sicuramente non facile ma da ammirare. Cresciuto su di una 20″, ora sembra non disdegnare nemmeno le 29″. Buona lettura!

Come mai hai scelto la BMX, uno sport tanto spettacolare ma poco diffuso da noi?
Da bambino ho sempre praticato altri sport, ma appena potevo prendevo la mia MTB e trovavo come farmi del male costruendomi salti, provando a impennare e così via. Ogni volta che passavo davanti alla pista di bmx di San Giovanni Lupatoto (VR), in un luogo abbastanza di passaggio e a un paio di chilometri da casa, assillavo i miei genitori perché mi facessero provare. I ragazzi in pista facevano dei salti enormi per me e volevo troppo essere uno di loro! Dopo parecchio tempo i miei mi hanno permesso di fare un corso e fu così che tutto è cominciato. La mia passione era un po’ indefinita tra race e freestyle ma viste le circostanze mi sono dedicato alle corse.

Qual è la più grande caratteristica, secondo te che deve avere un atleta?
Penso che senza la passione non ci si possa definire un atleta. L’allenamento richiede molto sacrificio e non sempre paga nell’immediato, e purtroppo c’è solo un vincitore. Ma quando si ama ciò che si fa, quando si ha “fame” di miglioramento o di arrivare a un obiettivo, allora si è disposti a fare fatica, a mettersi in gioco, ad adattarsi e a rialzarsi dopo una caduta. Il resto viene da sé. Non parlo per forza di un risultato, molti atleti non competono nemmeno, ma è questione di vivere per quello che si fa e di spuntare le caselle della propria lista.

Al giorno d’oggi per vincere una gara non basta andare solo veloci? Cosa serve?
Da quando il bmx è entrato nei giochi Olimpici il livello ha fatto un balzo in avanti incredibile sia a livello tecnico che di preparazione. Prima si vedevano chiaramente i riders talentuosi, quelli forti fisicamente o tecnicamente per natura. Al giorno d’oggi tutti sono ben allenati e hanno un livello tecnico elevato perciò spesso la differenza la fa la testa. Bisogna essere concentrati, regolari e disposti a rischiare per passare il turno o vincere la gara. E poi, in tutta onestà, a volte serve un po’ di fortuna.

Come ti alleni in vista degli appuntamenti?
Per i più importanti? La stagione è lunga e il grosso della preparazione viene fatto d’inverno, in fase di picco cerco soprattutto di fare delle sedute specifiche con la bici in cui cerco le sensazioni della gara e la qualità, accompagnate da allenamenti fisici di mantenimento. Avendo meno tempo a causa del lavoro vado in pista il più possibile e il resto passa in secondo piano.

Da qualche anno vivi in Francia, come mai di questa scelta?
Mi sono trasferito sia per raggiungere la mia ragazza che è francese e corre a livello molto alto, che per ragioni professionali. Come detto prima, il BMX è uno sport poco conosciuto e di conseguenza c’è poco denaro che circola. Non ho mai avuto la possibilità di essere un vero professionista, ho sempre dovuto mantenermi in qualche altro modo e per anni ho fatto l’allenatore nella pista di San Giovanni. Per un periodo sono stato aiutato anche dalla Federazione, ma sapevo che non sarebbe durato per sempre. Dopo tanto tempo, sicuramente non favorito dal sistema italiano che vede spesso lo sport come un hobby, avevo deciso di cambiare la mia situazione. Ho ricevuto una proposta per venire a Saint Etienne a lavorare per Probikeshop e dopo la fine della stagione 2017 mi sono trasferito. La mia ragazza viveva già qui per allenarsi, quindi tutto ha combaciato. Avevo anche una certa voglia di cambiare aria dopo la delusione dell’ultimo ciclo olimpico di Rio ed è sicuramente stata una buona decisione.

Quanto conta in uno sport così la testa e quale è il momento più delicato di una run?
Il corpo può essere nella sua forma migliore ma se la mente non è pronta è inutile, ci sarà sempre quel blocco che ti impedisce di dare il massimo. Paradossalmente mi è già capitato di fare delle belle gare quando meno me l’aspettavo o quando mi sentivo a terra, solamente perché la mente era libera e pensavo solo a fare il mio giro. Il momento più delicato è sicuramente la partenza perché detta il tipo di run che bisogna affrontare: l’idea sarebbe sempre quella di partire davanti, ma bisogna saper risolvere anche le situazioni meno favorevoli e mentre si aspetta la caduta del cancello si ha questa sensazione di ignoto che non è sempre facile da gestire.

Ti abbiamo visto anche in Val di Sole, partecipare alla gara dei 4X. In futuro ti dedicherai di più a questa disciplina?
Sono sempre stato appassionato di MTB in generale ma il tempo che dedicavo alla bmx non mi permetteva di fare altro. In questi ultimi anni mi sono permesso qualche strappo alla regola, sostituendo la preparazione su strada, con l’enduro e facendo qualche gara di 4x che chiaramente è la disciplina più simile al bmx e non richiede una preparazione fisica diversa. Mi sarei dedicato volentieri a questo sport ma spesso le gare sono in concomitanza con le nostre e c’è da dire che ci sono pochissimi impianti. È un peccato perché è una disciplina spettacolare e qualche anno fa era nel programma UCI, con più seguito. Farò sicuramente altre gare, ma perché no anche in enduro oppure qualche slalom. Non mi sento in grado di fare gare di downhill ma un giorno mi piacerebbe almeno provare. In generale l’ambiente mi attira molto, tutti i riders sembrano più rilassati e amichevoli, cosa che non posso dire del bmx.

Che relazione c’è fra BMX Race e MTB? Si compensano?
Ci sono senza dubbio delle qualità tecniche che si possono trasferire da una disciplina all’altra o che si compensano. Personalmente la MTB mi ha aiutato molto con le curve, pur trovando che la tecnica sia parecchio diversa. Allo stesso modo la tecnica di salto si può adattare e sfruttare sempre. In entrambe le discipline c’è sempre una sorta di bisogno di scollegare il cervello, perciò l’adrenalina non manca mai. In ogni caso resto dell’idea che la bmx sia un’ottima base per tutte le discipline del ciclismo e molti atleti del downhill/enduro ne trarrebbero beneficio. Tutte le specialità di contorno come pumptrack, slalom (e 4x) si avvicinano alle tecniche che noi impariamo fin da piccoli e mi fa piacere vedere che prendono sempre più piede.

Il mondo della BMX è in evoluzione. Prima sport olimpico, ora iniziamo a vedere i freni a disco. Come vedi i nuovi cambiamenti ed il futuro di questo sport?
Lo sport è in continua evoluzione sia a livello agonistico che tecnologico e sono molto curioso. Sicuramente i cambiamenti sono un bene, ma in primo luogo penso che il bmx necessiti maggior diffusione per diventare un po’ più “commerciale” e crescere ancora di più. A livello di materiale le bici sono meno obsolete di una volta e il fatto di attingere a ciò che viene sviluppato nelle mtb può far riavvicinare qualche marchio importante e generare interesse. Quando ho cominciato c’erano molte più marche di bici conosciute che proponevano almeno un modello di bmx race e freestyle, ormai sono quasi solamente ditte specializzate e ciò chiude ancora di più il nostro mondo che è già piccolo di suo. Penso che attualmente siamo uno degli sport più poveri delle Olimpiadi anche se c’è un livello pazzesco e mi auguro che la nuova generazione possa vivere questo tanto atteso cambiamento.

Hai mai pensato di gareggiare anche in Downhill oppure in Enduro?
Ho già partecipato a qualche gara di enduro qui in Francia e devo dire che è dura! La durata delle speciali è molto più lunga di un giro di pista e faccio un sacco di errori haha! Sicuramente quando mi calmerò con la 20” proverò a fare qualche gara più seriamente, anche se preferisco girare di più su salti, pumptrack, ecc.. Come detto prima, non mi sento pronto per il downhill vero e proprio, ma mi piacerebbe provare a gareggiare. Qui dove abito le montagne non mancano, i trails sono cattivi e i riders vanno forte, perciò i presupposti ci sono.

Cosa ti piace della Mtb?
Adoro la varietà! Non che il bmx sia monotono ma con una MTB si può fare veramente di tutto. A volte ho più voglia di fare un’uscita in enduro che di andare in pista perché per me è qualcosa di nuovo e voglio migliorare. Mi sembra di essere ritornato ragazzino, di dover ricominciare da capo e un po’ di aria fresca non fa sicuramente male.

Perché sport come BMX, Downhill o Enduro da noi non decollano e non vincono all’estero?
I numeri non sono gli stessi e già questo è un grosso fattore. Alle gare locali di enduro ci sono 300 persone, alle gare di Coppa di Francia ci sono 100 elite, da noi siamo in 10 forse. Inoltre la cultura italiana è diversa, siamo fatti per il calcio hahaha. Siamo un paese “piccolo” in questi sport e servirebbero dei programmi più strutturati anche in collaborazione con la Federazione per creare dei gruppi veramente professionali per trainare un po’ tutti. Ho sempre pensato che il nostro livello è ottimo in relazione alle condizioni in cui siamo, ma manca la continuità tra i risultati da giovani a elite.

Tu che li frequenti, secondo te perché gli atleti francesi sono più forti degli italiani nelle varie discipline?
Oltre ai numeri, la cultura sportiva è su un altro livello. Pensandoci bene, ci sono atleti francesi forti in quasi qualsiasi disciplina! Ad esempio, qui le scuole non fanno fare due ore di ginnastica alla settimana, ma portano i bambini in pista o a fare un po’ tutti gli sport. Nei parchi giochi ci sono sempre più pumptrack di fianco alle altalene, è proprio una mentalità diversa!!! Ci sono inoltre percorsi scolastici apposta per gli sportivi. Inoltre sembra che gli sport “estremi” siano visti come sport e basta e questo è un margine non da poco.

Attualmente oltre ad andare in bmx cosa fai nella vita di tutti i giorni?
Rispondo alle vostre mail per Probikeshop, hahaha. Scherzi a parte, lavoro appunto da Probikeshop e mi occupo del servizio tecnico per i clienti italiani: compatibilità, problemi sui prodotti, faccio da tramite per le garanzie, ecc. Sono a tempo pieno perciò la “pro life” è finita ma riesco ancora ad allenarmi.

E’ vero che chi proviene dalla BMX, subito ha paura di sassi e radici?
Sento che questa domanda deriva dalla mia confessione ☺ comunque potrebbe non essere vero per tutti, ma le piste da bmx sono dei biliardi praticamente e personalmente all’inizio gli elementi naturali erano un grosso ostacolo. Più mi dedico alla mtb e più capisco il vero potenziale della bici, è solo un blocco mentale legato al “diverso”.

Dove ti vedremo in futuro? Hai qualche novità per il 2019?
Quest’anno mi sto preparando per le gare di bmx e cercherò ancora di fare punti per il 2020, ma potrei fare qualche comparsa a qualche gara di 4X o di enduro anche in Italia. Durante le ultime stagioni non mi sono allenato e volevo fare delle belle gare prima di passare ad altro, cercando di realizzare il sogno di una vita di partecipare alle Olimpiadi. Nei prossimi anni sicuramente passerò alle ruote grosse per passione e per avere nuovi obiettivi.

Chi vuoi salutare o ringraziare?
Innanzitutto grazie Welovetoride.it per quest’intervista! Dopodiché voglio ringraziare i miei sponsor LGS, Oakley, HT Components, DMT, Blue Distribution, Camille, la mia famiglia e Probikeshop.

Grazie per la tua disponibilità Robo. Speriamo di vederti sempre al Top, con il tuo stile mixato tra race e fun. Chissà che qualche giovane leggendo queste tue parole, capisca l’importanza del cercare sempre nuovi stimoli per migliorarsi e non arrendersi. Cheers!

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