“Però per ottenere risultati ad alti livelli,
oltre al talento serve una gran voglia di sacrifico”

Michael Mantovani

MX e Mtb, due mondi per certi versi paralleli, ma dove in certi punti il confine è davvero vicino. Abbiamo conosciuto Michael Mantovani, atleta professionista che ci racconta il suo modo di approcciarsi ad uno sport non facile come il cross. Allenamenti, mentalità, sacrificio, tutti ingredienti per essere competitivi e poter giocarsi un podio.

Come hai iniziato a correre in moto e perché?
Ho iniziato a correre in moto a sette anni che era l’età minima consentita con il 65cc, nonostante ci sia salito la prima volta a 4 (con un pw 50 in prestito), grazie a mio papà che correva ancora in quel periodo. Sono praticamente nato sulle piste da cross e non ho mai avuto dubbi su quella che sarebbe stata la mia strada.

Quando hai capito che questa sarebbe diventata la tua professione?
Diciamo che parlare di “professione” nel 2018 è molto insolito poichè ci sono veramente pochissimi piloti pagati per correre in europa. Piloti appena fuori dalla top ten Mondiale faticano a trovare il manubrio per l’anno successivo. Diciamo che grazie ai miei sponsor e alla mia famiglia lo pratico a livello professionistico anche se ripeto non si è pagati per farlo purtroppo. Ho capito che avrei potuto competere a livelli importanti dopo i due Titoli Italiani Vinti nella 125 (2015 e 2016) e dopo buone prestazioni anche nel Campionato Italiano Mx2. Diciamo che proprio nel 2018 ho dimostrato il mio valore finendo quinto nell’Italiano Elite Mx2 e con due podi nelle ultime due gare.

Che caratteristiche deve avere un pilota di MX per correre ai tuoi livelli ed ottenere risulatti?
Diciamo che le caratteristiche sono molteplici, sicuramente una piccola dose di talento la si deve avere. Però per ottenere risultati ad alti livelli, oltre al talento serve una gran voglia di sacrifico, saper lavorare duro sette giorni su sette ed essere preparati fisicamente e sopratutto mentalmente. Non è per niente facile esser un pilota professionista come molte persone credono.

Come ti alleni durante la stagione di gare? Segui qualche allenamento specifico?
Per quanto mi riguarda collaboro ormai dal lontano 2011 con DSN Training (Nicola dal Santo) che si occupa di tutta la parte fisica e atletica oltre anche ad allenamenti specifici in moto essendo anche lui un ex crossista. Ci siamo da subiti trovati bene insieme e ormai ci capiamo al primo sguardo, devo molto a lui della mia crescita sportiva. Per quanto riguarda gli allenamenti facciamo ovviamente palestra unita al lavoro in moto, i carichi di lavoro dipendono dai momenti della stagione agonistica.

E durante la off-season?
Durante la offseason ci si riposa per una/due settimane senza moto, per poi ripartire con calma fino a novembre che diciamo è il mese in cui si inizia a lavorare per l’anno successivo.

Ti alleni anche in Mtb? Credi che ci sia un nesso tra i due sport?
Si mi alleno in Mtb, prevalentemente sui Colli Euganei (PD) con Nicola poiché a casa mia nel modenese, non avendo dislivelli prediligo la bici da corsa. Mi piace la Mtb sopratutto nelle discese e nei tratti difficili dove si simula molto la guida della moto.

E la testa? Quanto conta in uno sport cosi?
La testa è il 90% del nostro sport, puoi essere allenato e preparato quanto vuoi ma se temi l’avversario e non sei determinato sull’obbiettivo che vuoi raggiungere, nel testa a testa perdi sempre.

Cosa credi sia importante per un pilota da non sottovalutare mai?
Per un pilota penso che l’errore più grave sia di sottovalutare l’avversario e sopratutto non perdere la voglio di sacrificio durante la stagione, magari dopo aver conseguito buoni risultati ci si rilassa, ma è proprio li dove bisogna lavorare più di prima!

Molti Atleti di Downhill si allenano anche in Cross durante il periodo invernale. Hai qualche consiglio su come farlo al meglio?
Innanzitutto stimo molto gli atleti di downhill, fanno dei passaggi veramente assurdi. Penso che per loro la moto faccio bene perchè comunque possono trovare situazioni difficili e simulare molto con il corpo l’attività che fanno con la bici. Ovviamente nella moto i pesi e gli ingombri sono diversi, dovuti anche al motore, ma penso che possa aiutarli molto.

Il mondo dell’MX è in continua evoluzione, come vedi i nuovi cambiamenti e regolamenti?
Vero, i motocross sta cambiando tantissimo sopratutto in Europa. Il livello è cresciuto in maniera esponenziale, gli americani non sono più un riferimento come anni fa. Ora la carriera del pilota dura pochissimo in europa, dato che sia il mondiale che l’europeo 250 sono under 23! Da un lato è un aspetto positivo limitare i campionati europei per poter dare la possibilità ai giovani di emergere, dall’altra taglia le gambe ai piloti che non hanno doti tecniche/fisiche per poter salire su un 450 a 23 anni.

Quali sono i tuoi progetti per il 2019?
Per il 2019 correrò ancora con yamaha, con i team SMACTION/MCMIGLIORI con il quale ho corso tutto il 2017 e la metà finale del 2018. Correrò gli Internazionali d’Italia e il Campionato Italiano Mx2, con i nuovi regolamenti europei non potrò più correre nella 250 e stiamo ancora valutando il da farsi per poter partecipare a qualche competizione europea.

Chi vuoi salutare o ringraziare?
Ringrazio intanto Welovetoride, per quest’intervista. Tutti i miei sponsor e la mia famiglia senza i quali non avrei conseguito i miei risultati e non sarei qui ora a parlare del mio futuro per il 2019! Ciao a presto!

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