“Avere atleti di livello richiede serietà, fiducia e rispetto all’interno del team.”

Andrea Gotti

Questo nome non vi è nuovo? Normale, perché Andrea è una di quelle persone che lavorano dietro le quinte, molte ore con sacrificio, per dare supporto agli atleti. Seppure giovane ha già dimostrato grande dedizione ed impegno tra downhill ed enduro sia a livello nazionale che internazionale. Di cosa si occupa? Bella domanda, sentiamo direttamente da lui quale è il suo compito!

Come ti sei avvicinato al mondo della bicicletta?
Mi è sempre piaciuto sin da piccolo andare in bici, poi qualche anno fa un mio amico mi portò a vedere questa disciplina chiamata Downhill di cui non ne sapevo nulla e rimasi affascinato, successivamente iniziai a frequentare il negozio Giangi’s Bike e da li iniziai ad appassionarmi alle gare.

Come è nata questa passione per la meccanica?
Da ragazzino elaboravo gli scooter a casa, poi quando iniziai ad andare in bici più spesso accantonai gli scooter e mi buttai verso il mondo della bicicletta.

Che studi hai fatto? Qualcosa di specifico per la meccanica?
Ho fatto tre anni di CFP Meccanica per automobili, con alcuni mesi di stage in officina, poi ho continuato per avere il diploma fino al quinto anno di ITIS meccanica.

Hai fatto altri lavori prima di fare il meccanico?
Si, prima di entrare nel negozio di biciclette ho lavorato come barista nella birreria di mio fratello, poi ho provato un lavoro in fabbrica come macchinista in un’azienda di carta e sacchetti per alimenti.

Che differenza c’è tra fare il meccanico in un negozio e fare il meccanico alle gare?
Il meccanico in un negozio ha tutti gli strumenti e le comodità per poter sistemare le biciclette. Mentre alle gare a volte si è limitati in questo, non si sa mai quanti e quali pezzi di ricambio possono rompersi in un weekend di gara.

Cosa deve avere una bici per essere pronta ad una gara?
Quando la bici viene caricata in furgone la settimana della gara deve comunque essere ben pulita, andando a rimuovere lo sporco incastrato e ingrassata nelle parti dei cuscinetti. Successivamente un controllo generale alle viti che siano tutte avvitate nella maniera opportuna e infine che non presenti strani rumori o scricchiolii che diano fastidio a chi andrà ad utilizzare la bicicletta.

Hai qualche “rituale scramantico”, puoi parlarcene?
“Rituale” non proprio, sono più abitudini direi anche dovute alla mia quasi mania di ordine nella postazione di lavoro.
Prima di salire in partenza con i ragazzi devo avere le chiavi in ordine negli appositi spazi e qualche minuto prima di partire ricontrollare la pressione delle gomme anche se il più delle volte è stata fatta qualche ora prima.

Sei anche tu un ciclista praticante? Riesci a trovare del tempo libero da dedicare a te stesso?
Si sono un ciclista praticante e in base al tempo che ho mi cimento con bici diverse. Quando sono in trasferta con i ragazzi non ho molto tempo per girare, mentre a casa riesco a trovare del tempo per me e per uscire in bici, l’ultima mia scoperta è stata la bici da ciclocross e devo dire che è molto divertente anche se il downhill rimane quello che amo di più e mi piacerebbe andare forte come i ragazzi del team ma temo che per ora mi debba limitare solo ad aiutarli con la bici.

Segui sia il campionato Super Enduro, il Gravitalia che Coppa del Mondo. Come riesci a gestire il tutto?
È dura devo ammetterlo, a volte se non ci fossero i ragazzi a ricordarmi i pezzi di ricambio da portare temo che andrei in confusione ma con una buona organizzazione sembra che per ora sia riuscito a gestire tutto.

Eleonora, Marco, Giacomino e Matteo. Tutti atleti di livello. Cosa vuol dire seguire ragazzi cosi?
Avere atleti di livello richiede serietà, fiducia e rispetto all’interno del team. Con queste tre cose si ha un’ottima base per creare la giusta sintonia.

Segui Eleonora Farina. Dopo l’infortunio è riuscita ad arrivare in breve tempo sul podio. E’ anche merito tuo?
Eleonora è tornata subito super competitiva dopo l’infortunio e so che si è preparata molto durante l’inverno e ancora oggi sta recuperando molto bene. E’ lei che guida la bici durante una gara quindi diciamo che se trova la bici nel modo in cui vuole lei e trova il giusto feeling, li possiamo dire che qualche merito lo posso avere anche io.

Meccanico, cuoco, autista. Quali sono tutti i ruoli che devi coprire durante la trasferta?
Meccanico e autista credo mi riescano bene, a volte si mi improvviso anche cuoco ma quello lo facciamo un po tutti, ci diamo una mano a vicenda.

Qual è la soddisfazione più grande raggiunta in questi anni?
Quando vedo i ragazzi scendere dalla bici con il sorriso e contenti del loro risultato per me quella è una buona soddisfazione, mentre la più grande che ho ricevuto credo siano stati i complimenti da parte di altre persone che stimo molto per il lavoro svolto con i ragazzi.

Qual è la cosa oppure il fatto più divertente che ti è capitata durante le trasferte?
Ogni trasferta che ho fatto ha avuto dei fatti divertenti, non sto qui ad elencarli tutti perché ho fatto molte trasferte e mi dilungherei troppo. Una cosa che mi diverte e che facciamo spesso è girare tutti assieme in bici nei giorni precedenti alla gara, è molto bello perché vediamo posti nuovi e in compagnia mi diverto molto.

Il 2018 per il momento ti ha già portato diversi titoli nel team. Credo che parte del merito sia anche tua?
I ragazzi sono molto bravi e io faccio del mio meglio, alcuni mi fanno i complimenti quindi credo di avere qualche merito pure io.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Vorrei continuare a rimanere in questo mondo, a breve vedremo se ci saranno novità.

Ti vedremo mai anche in veste di Team Manager?
Incrociamo le dita.

Chi vuoi salutare o ringraziare?
Ringrazio Welovetoride.it per quest’intervista. Giorgio che mi permette di svolgere un bellissimo lavoro e i ragazzi del Team GB Rifar con cui ho stretto un bellissimo legame e che mi fanno vivere tantissime emozioni.

Noi da parte nostra vorremmo complimentarci con Andrea, per quello che ha fatto e quello che sta facendo. Perché ha sempre messo il 101% nel suo lavoro, andando oltre i suoi compiti. Ci piacerebbe vedere più giovani così volenterosi di supportare e spingere il movimento Mtb italiano in modo concreto!

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