“Tra il sapere e il non sapere c’è in mezzo la curiosità.”

Ingrid

Se vi dicessimo che esiste un locale in provincia di Pesaro, uno di quelli frequentati da motociclisti, dove si suona e si beve birra. Ma dove al suo interno c’è pure uno studio di progettazione, dove nascono idee e progetti. Da li dentro sono usciti componenti per Mtb che ora sono utilizzati nelle principali gare di Enduro, Xc e Marathon internazionali. Ci credete? Eppure è cosi, ed abbiamo voluto conoscere chi si nasconde dietro al nome molto “germanico” di Ingrid. Giulio Mancini e Giacomo Zenobi sono le due menti che hanno dato vita a questo marchio. Volete conoscere meglio la loro stroria? Buona lettura!

English Version

Come è nato il nome Ingrid?
Giulio: gli amici di bike, mi chiamano ing….. (non so neanche perché). Giacomo ha pensato di attaccarci “ride”.  La “e” non ci stava. Poi abbiamo scoperto che anagrammando, e di poco, veniva “riding”. Ci stava tutto.
Giacomo: Avevamo deciso che il nome doveva contenere la parola ING. Tra le varie proposte più o meno serie uscì INGRIDE subito corretto in INGRID da Giulio. Quando capimmo che era l’anagramma di RIDING la ricerca si concluse definitivamente.

Che studi avete fatto?
Giulio: dalle elementari o basta l’ultima? Ingegneria meccanica all’Alma Mater di Bologna.
Giacomo: Elettronica e telecomunicazioni all’istituto tecnico.

Come mai avete deciso di produrre componenti per Mtb?
Giulio: perché sì, poi anche no. Stiamo lavorando sul Gravel e sulle e-bike (che non sono mtb) ma anche per il road. Tutto è nato nel ’95 durante i miei studi. Avevo appena abbandonato la moto da enduro e mi ero inscimmiato della MTB. Poi c’è stata una pausetta di dieci anni. Sai lavoro, cose nuove da capire, la barca, ecc. nel 2005 ho ricomprato la bici e ho ricominciato a ragionare, pedalare poco. Ci voleva la singola era assolutamente da fare. E infatti….
Giacomo: Tutta colpa di Giulio.

La concorrenza è molto alta nel vostro settore? Peché vi distinguete rispetto al resto dei prodotti?
Giulio: la concorrenza è alta tra le due grandi. Poi non c’è molto altro nell’argomento trasmissione. Se ti devo dire la verità. Ci distinguiamo? Qualcuno ha detto che siamo allineati coi prezzi. Vedremo di alzarli.
Giacomo: La concorrenza è alta ma per quanto riguarda la trasmissione i veri protagonisti si limitano ai tre grandi marchi. Se ci distinguiamo in realtà non lo so, sicuramente offriamo un prodotto più artigianale, con i suoi pro e i suoi contro.

Che caratteristiche deve avere una trasmissione per essere leggera ed allo stesso resistente?
Giulio: va fatta molto bene e fatta con i materiali giusti.
Giacomo: Deve essere realizzata con il materiale giusto, utilizzato nella giusta maniera.

I vostri prodotti sono stati testati direttamente in competizioni più impegnative come la Cape Epic ottenendo anche ottimi risultati?
Giulio: Team Trek Selle San Marco, da due anni. Inoltre il Team Fristad di Bruno Zanchi da tre anni.
Giacomo: Si, Team Trek Selle San Marco, Team Fristad in enduro, ma anche tanti altri atleti più o meno noti.

Progettate complementi d’arredo, accessori casa ed anche componenti per mtb, il tutto con la stessa passione?
Giulio: siamo dei progettisti per passione. Più che parlare di complementi o comunque di prodotti specifici, parlerei di progetti. Che non è esattamente e strettamente tirare due righe. Il vero progetto è capire cosa e come progettare, il concept, come dicono quelli fighi. Fare un prodotto vincente è la cosa difficile. Vincente è vendibile. Il resto è al limite arte, se vien bella.
Giacomo: Si, è il vero motivo per cui facciamo questo lavoro. E’ un po’ un gioco, a volte più complesso di altre, ma anche divertente.

La cosa più strana che vi è capitata in questi anni di lavoro?
Giulio: che qualcuno pagasse in anticipo?
Giacomo: Non mi viene in mente niente.

Praticate entrambi Mountain Bike? Avete altre passioni o hobby che portate avanti?
Giulio: Cosa? Non ho capito, scusa. A sì, ma no.
Giacomo: No, troppo faticoso, meglio la pesca.

Chi è il casinaro di voi due? E quello più con i “piedi per terra”?
Giulio: Giacomo
Giacomo: Alla prima Giulio, alla seconda io.

La più grande soddisfazione che avete avuto in questi anni legata al vostro lavoro?
Giulio: non te lo posso dire. Quella che sta subito sotto è che son contento di non aver sbagliato quasi niente. Soldi non ce ne sono da parte, ma le cose sono andate come dovevano andare e così continueranno ad andare. È come se vai a fare una regata d’altura, parti, fai tutto bene, ma sei sempre e comunque in mezzo ad una perturbazione. Perché ci vuoi entrare, non per altro.
Giacomo: Vedere alcuni nostri progetti palesemente copiati da altri.

Per la produzione vi avvalete di artigiani italiani della vostra zona? 
Giulio: Certo a “km 0” per le cassette. Qualche km in più per la guarnitura. Le cose che verranno, probabilmente non si riusciranno a fare in Italia. Ma spero di sì! Ma se non dovesse essere non sarà per costi, quanto per competenze.
Giacomo: Si, e finché sarà possibile continueremo a farlo.

Abitate in una zona dove la moto, i motori e la meccanica hanno sempre avuto grande importanza, questo vi ha influenzato?
Giulio: forse sì, nel mio caso poi ho avuto un nonno che progettava dei motorini a trentadue cilindri e a turbina per una grande azienda che non è più italiana. Qui a Pesaro c’era comunque una grande cultura della meccanica, Benelli, Montedison e tutto l’indotto. Ora che la cultura del truciolare sembra si sia un po’ spenta, spero si possa ricominciare a creare qualcosa di…figo.
Giacomo: Forse Giulio.

Ora cosa bolle in pentola? Ci sono progetti di cui potete parlarci?
Giulio: dobbiamo completare la trasmissione.
Giacomo: La trasmissione per Mtb non è ancora completa, il primo obiettivo rimane questo. Poi cercheremo di affacciarci anche nel settore strada.

Chi volete ringraziare o salutare?
Giulio: Nicola Casadei. Ma non lo saluto perché è troppo chiodo!
Giacomo: Da parte mia, sicuramente il primo da ringraziare è Giulio.

E’ sempre piacevole scoprire come nascono i progetti. Passione, esperienza, voglia di provarci. Ringraziamo i ragazzi di Ingrid per averci fatto vedere come sono realizzati i loro prodotti made in Italy e soprattutto chi sono loro. Cheers!

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