“La bmx all’estero è molto sviluppata e c’è molta più cultura tra le persone che non la praticano”
Vittorio Galli

La passione può fare grandi cose. Solo talento e niente costanza non possono dare grandi frutti. Vittorio Galli ci racconta del suo amore per la Bmx che sta riempiendo la sua vita di emozioni ed esperienze uniche. Buona lettura!

Molti non ti conoscono, vuoi presentarti e dire cosa fai?
Ciao a tutti, sono Vittorio Galli, ho 23 anni e pratico il bmx freestyle. Disciplina sportiva che rientra negli sport estremi.

Hai scelto la bmx come mezzo d’espressione. Perché di questa scelta?
Ho scelto la bmx perché da piccolo ho visto in televisione una gara di bmx freestyle, erano gli Xgames! Da li tutto ebbe inizio per me.

Quando hai iniziato a girare in bmx e dove?
Ho iniziato a girare in bmx quando avevo undici anni circa. All’inizio giravo nel mio quartieri in street, assieme a Jacopo Tarantino, Federico Tarantino, Lucio Tomè, ed in seguito con Matteo Zito e Riccardo Mantovani. Poi conobbi un ragazzo che abitava di fianco a me (Mikko) lui mi portò a Baggio al Terrakruda. Pista da bici race, attuale TKDIRT&CO e così iniziai ad andare li sempre più spesso, per poter provare salti con i miei amici.

Chi ti ha inspirato più di tutti in questo sport cosi affascinante quanto impegnativo?
Diciamo che la bmx mi piaceva talmente tanto che mi piacevano tutti i riders ed i loro stili. Non avevo un rider preferito.
poi conobbi Ivan Piloti, ai tempi per me rider più forte d’Italia emergente. Si allenava pure lui al Terrakruda e faceva già backflip, tailwhip, 360 e tanti altri tricks. Io toglievo a malapena i piedi dalla bici, quindi sotto un cerco senso è stato lui ad ispirarmi molto agli inizi. Poi ho trovato il mio stile e la mia via per crescere e migliorarmi ogni giorno.

Molti tuoi amici sono passati alla Mtb. Come mai tu resti fedele alle 20“?
Si è vero. In tanti in questi anni son passati all mtb. Io rimango fedele alle ruote del 20’’, ho provato la mtb e mi piace, ma quello che mi da la bmx è unico.

Cosa fai nella vita di tutti i giorni?
Nella vita di tutti i giorni mi sveglio e vado a lavorare. Attualmente lavoro in un negozio di bici, al Decathlon, dove preparo e monto le biciclette per i clienti. Quando esco dal lavoro prendo la bmx e son subito ad allenarmi o al TKDIRT&CO a scavare coi miei amici.

Hai viaggiato molto per gare ed eventi all’estero. Come è vista la bmx fuori dal nostro paese?
Si negli anni di riding sulla bmx ho fatto molti viaggi all’estero. La bmx all’estero è molto sviluppata e c’è molta più cultura tra le persone che non la praticano. La scena italiana negli ultimi anni è cresciuta tantissimo grazie ad eventi, jam e gare, però siamo ancora indietro al resto d’Europa. Ci vorrebbero più strutture su tutta la penisola. Parlo di strutture all’altezza di quelle delle competizioni, così da potersi divertire ed allenare al meglio, per poi competere all’estero.

Invece come è la scena dirt italiana?
La scena di Dirt italiana è piccola e non esiste un vero e proprio circuito gare o simili. Però diciamo che con il TK DIRT &CO riusciamo sempre a creare un punto di riferimento per quanto riguarda il dirt jump italiano, molti riders si spostano dalle proprie città per una domenica a milano di compagnia. In italia tra nord centro e sud iniziano ad esserci comunque strutture per il dire jump che stanno sicuramente incrementando il numero dei praticanti, la strada per arrivare a livello europeo è ancora lunga secondo me.

Dirt, Street, Park, sono tutte tipologie di riding. Non credi che questi termini possono solo limitare la creativa nella bmx?
Non credo che possano limitare la creatività onestamente, io ritengo che ognuno è libero si esprimersi al meglio sulla struttura che gli piace di più e lo valorrizzi meglio. La creatività credo che nasca dal divertimento e dalla passione, quindi ritengo giusto che ogni rider si esprima al meglio sul ‘’ terreno’’ che preferisce. Io ad esempio ho iniziato ad andare in bmx tra pista race e street bmx. Perché i park erano pochi e lontani. ed i dirt jump non esistevano praticamente. Poi crescendo ho scoperto un pochino sia il park che il dirt, e li ho preferiti allo street, ma questi son gusti. Credo faccia molta differenza anche il fatto che io mi sia avvicinato a questo sport guardando rider milanesi come Ivan Piloti, Carlo Cagnetta e Fabio Limonta, quest’ultimo di Bergamo, ma spesso a Milano, e quindi son stato influenzato molto dal loro stile di riding all’inizio.

Oltre ad essere un atleta di bmx, hai anche un lavoro che ti permette di seguire la tua passione?
Si. Pratico la BMX al massimo in quanto la vivo veramente col cuore e passione allo stato puro. Al contrario di quello che alcune persone possano pensare, rispondo ora: non sono un pro che vive di bmx e basta. Cerco sempre di migliorarmi sia perché credo in me stesso e nelle mie potenzialità ma soprattutto perché mi rende felice stare sulla bmx e progredire spingendomi sempre ai miei limiti, con l’obiettivo di superarli. Quando non sono ad allenarmi o a spalare al TKDIRT&CO, sono al lavoro. Questo per me un ottimo modo per anche sul lavoro stare a contatto con un mondo che mi piace molto, e che mi permette quindi di andare a lavorare col sorriso.

Da qualche tempo gestisci il TK park a Milano. Come è stato possibile realizzare una cosa cosi?
Si esattamente sono quasi tre anni che siamo li io, Matteo Zito e Riccardo Mantovani. Tutto è cominciato dal fatto che noi tre ci siamo conosciuti in quella stessa pista per bmx che era già esistente nei anni 2000. Poi purtroppo per un motivo ed un altro andò in stato di abbandono. Io e Matteo andammo avanti a fare i nostri allenamenti dove e come potevamo per prepararci alle competizioni italiane. Ci siamo in seguito trovati un giorno con Riccardo alla vecchia pista, parlando dei vecchi tempi del bikepark di come ci divertivamo da ragazzini a girare li dentro ecc. Così iniziammo a ripulire il terreno per capire se fosse possibile ricostruire un paio di salti per noi per girare e divertirci come 10 anni prima. Arrivammo al punto che salto dopo salto stavamo ripulendo tutto il bikepark e stavamo ricostuendo tutto. Un giorno ci fu una domanda cruciale che ponemmo tutti e tre: ma se anziché costruire per noi non facessimo in modo da poter far girare tutti i rider? Così senza sapere nulla ci addentrammo nel mondo, per noi completamente nuovo delle ASD (associazioni sportive dilettantistiche senza scopo di lucro). Dopo tre anni di lavoro realizzammo il TKdirt&co un sogno che per noi ha preso realtà dai nostri sforzi e sacrifici.
Il TkDirt&co nasce dalla passione di tre ragazzi che hanno creduto nella propria passione, con l’idea di poter promuovere lo sport e così permettere a tutte le persone praticanti e non della disciplina di avvicinarsi al nostro bikepark e prenderne parte.
Il resto lo trovate tutto su Facebook sulla pagina del park!

Vuoi parlarci di come funziona il park? Linee, orari, tesseramento?
Il park è un bikepark senza scopo di lucro, noi siamo volontari, apriamo il bikepark per girare e far girare i riders di ogni età ed ogni tipo di livello. Per poter accedere al bikepark bisogna fare un tesseramento annuale presso la nostra ASD. Noi siamo aperti il mercoledì il sabato e la domenica. Gli orari sono sulla pagina Facebook e presto sul sito internet, in quanto variano in base al meteo ed alla stagione corrente. In tanti ci chiedono perché aprire solo tre giorni a settimana. La risposta è semplice, tutti e tre lavoriamo, nessuno vive di bmx o di bikepark. Questa area è un sogno diventato realtà con le nostre fatiche e sacrifici è passione pura! Quando non lavoriamo siamo li ad aprire, girare e fare i vari lavori per migliorarlo ed ultimarlo. All’interno abbiamo un po di tutto, linee semplici come il Puma track, linea piccola e linea media, oltre all’area training con foam pit e salto col mulch.

Che genere di allenamento segui per questa attività sportiva e quanto è importante allenarsi per arrivare a certi livelli?
Come allenamento di base il badile, spalo molto al bikepark, spostiamo molta terra manualmente, quindi facciamo molto lavoro fisico che sicuramente aiuta. Poi mi alleno a casa dove ho adibito il mio garage come un piccola palestra, dove ci son alcuni attrezzi per fare potenziamento muscolare. Ed infine molto importante per me facciamo tantissimo stretching.

Come si cresce tecnicamente? Quale è il modo migliore a tuo avviso?
Per crescere bisogna provare, provare provare e riprovare, cercare di allenarsi con persone più forti aiuta sempre. Io per anni mi son allenato in dirti con Diego Caverzasi, Torquato Testa, Filippo Proserpio. Tutti rider di Mtb dirt ad alti livelli. Con loro, uno con l’altro siamo cresciuti molto tutti di livello spronandoci a vicenda ad imparare i trick. Oppure quando qualcuno capiva come fare una manovra nuova cercava di spiegarla agli altri.

Sembra impossibile che una città coma Milano non possa offrire uno skatepark al coperto per allenarsi?
Milano purtroppo ad oggi (2018) non fornisce uno skatepark al coperto e non fornisce tanto meno uno skatepark completo a livello di strutture nemmeno all’aperto. Siamo con delle condizioni difficili a mio avviso. Abbiamo bisogno di più strutture in generale che siamo all’aperto o coperto. Ovvio se al coperto meglio. Spero che il comune di Milano si accorga di questa situazione ed intervenga. Ritengo poco utile fare skatepark piccoli e tanti a mio avviso mal progettati. Bisognerebbe investire in questi sport con una bella struttura al coperto adatta a tutte le discipline. Chi lo sa che con le Olimpiadi in vista Milano non apra gli occhi.

Cosa vuoi consigliare a tutti quesi ragazzi che iniziano a girare in bmx? Credi che girare sin da subito brakeless sia sbagliato?
Consiglio a tutti i riders di girare in bmx col sorriso e divertirsi che penso sia la base migliore per crescere sia come persone che come atleti. Andate alle jam supportate gli eventi italiani ed i negozi italiani di bmx. Così facendo incontrerete le persone che fanno parte di questo sport da prima di voi, che saranno pronte ad accogliervi al meglio, io compreso, con consigli di ogni genere. Girare subito brakeless quando ho iniziato io era praticamente inconcepibile. Come puoi girare senza freni se non sai controllare la tua bici nemmeno in flat? Però i tempi cambiano ed è anche vero che nello street in particolar modo i freni non servono per forza, anzi. Però girare in dirti o in park sicuramente consiglio i freni a tutti, soprattutto a chi comincia.

Da tempo segui anche gare all’estero confrontandoti con atleti stranieri fortissimi. Come vivi queste esperienze?
Si da qualche anno ormai vado all’estero per competizioni di bmx. Queste esperienze le vivo sempre al meglio in quanto conosco sempre rider nuovi, mi diverto e miglioro sempre il mio riding. Ovviamente per me diventa difficile cercare di stare al passo con la scena di bmx park attuale in quanto siamo sprovvisti di una struttura che consenta la crescita della nostra scena di bmx, nonostante ciò cerco di allenarmi al meglio e guardare molti video per capire al meglio le manovre come si eseguono.
in quanto noi non abbiamo quarter foam pit, resi pit ed altro.

Hai qualche sponsor o struttura che ti sostiene nel tuo sport?
Collaboro con DCshoes da anni, che mi supportano con materiale tecnico. struttura faccio parte dei fondatori del tkdirt&co quindi mi auto sostengo nel girare diciamo. Avendo costruito tutto ogni tanto giro pure io.

La Bmx Freestyle è diventata disciplina UCI e dal 2020 sarà ammessa anche ai Giochi Olimpici. Cosa ne pensi?
Penso che sarà una grande opportunità per la bmx e soprattutto quella italiana. Vedremo cosa ci riserverà il futuro.

Cercherai di qualificarti per arrivare alle Olimpiadi?
Si, l’obiettivo è quello, nonostante il livello sia altissimo, ci voglio provare. meglio provarci e fallire che non averci provato.

Che gare seguirai prossimamente? E dove ti vedremo?
Five World cup, baltic games, 20inch trophy. Mi vedrete alle gare sopra elencate e sicuramente in giro anche un pochino in italia per i vari eventi di bmx.

Chi vuoi salutare o ringraziare?
Saluto e ringrazio la mia famiglia che mi sostiene in questo sport da sempre. Ringrazio DCShoes per il supporto. Tutte le persone che mi seguono e mi danno quella carica in più che mi aiuta a migliorarmi. Infine ringrazio WE LOVE TO RIDE per l’occasione di questa bellissima intervista e per lo shooting fantastico!
GRAZIE A PRESTO!

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