“Penso che per competere ad alti livelli,
oltre al fisico ed allalenamento,
una cosa importantissima è la testa!”

Alia Marcellini

Non sempre i propri progetti, sogni e speranze vanno nella direzione desiderata. Ma per questo non bisogna arrendersi e crederci fino in fondo. La determinazione e costanza possono fare cose incredibili. Alia Marcellini la pensa così, impegnarsi sempre per raggiungere i propri traguardi. Abbiamo il piacere di condividere questa interessante intervista, di una ragazza che ha fatto delle due ruote la sua passione ed il suo lavoro. Buona lettura!

Perché hai iniziato a correre in Mtb?
Ormai la mia carriera tennistica era giunta al capolinea, dopo l’infortunio alla spalla in moto, sapevo che dovevo reinventarmi in qualcos’altro, il passo è stato breve. Dopo una giornata di noleggio a Livigno ho capito subito che quella sarebbe stata la mia vita per gli anni a seguire! Mi sono innmorata di questo sport e tutti mi hanno incitato fin da subito a buttarmi nelle competizioni, cosi è stato e sono contenta di averlo fatto!

Hai fin da subito iniziato con le gare?
Prima di iniziare con le competizioni ho fatto solo un paio di estati a gironzolare per bikepark accopagnata da mio papà credo. Poi operazione alla spalla distrutta e via, pronta per una nuova avventura!

Quale è stata la tua prima vittoria, puoi raccontarci l’emozione?
La mia prima vittoria è stata anche la mia prima gara in assoluto, era il lontano 2009 e mi trovavo a Citta di Castello (Pg), era la prima tappa di questo circuito uisp e per me era tutto nuovo. Nuovo sport, nuova squadra (Surfing Shop), nuovo ambiente. Ero agitatissima ed emozionatissima, nessuno mi aveva mai visto prima di quell’appuntamento. Mi sentivo osservata e sottopressione. Una nuova ragazza in quell’ambiente di maschiacci. Naturalmente l’ho presa più come una prova che una vera gara, per vedere un po’ come sarebbe andata e se poteva funzionare come nuovo sport. E niente, sono partita, ho fatto la mia discesa divertendomi e quando sono arrivata all’arrivo ho guardato intorno a me e tutti applaudivano e mi sorridevano. Li ho capito di aver fatto bene, addirittura di aver vinto! È stata un’emozione grandissima ed ero felicissima, oltre ad aver trovato un’altra grande famiglia avevo trovato la mia nuova ragione di vita.

I tuoi genitori cosa ne pensano di questa tua passione? Ti supportano?
I miei genitori, oltre ad essere il mio main sponsor, sono anche i miei primi supporter, insieme ai miei nonni. Sanno e sono consapevoli che è uno sport abbastanza pericoloso, ma fin da piccola mi hanno sempre lanciato in discipline un pò estreme, anche se ero una piccola bimba, senza preoccuparsi tanto del fattore “pericolo” ma preoccupandosi solo di vedere il sorriso sul mio volto!

Tutti credono che hai un passato nel cross, invece quale è stato il tuo primo sport che hai praticato per anni?
Si, c’è da sfatare questo mito. Tutti credono che prima di intraprendere la carriera nel Dh avessi corso in moto, ma non è cosi! Purtroppo è sempre stato solo un hobby, che coltivo da quando ho cinque anni. Più che hobby direi la mia vera passione che continuo a praticare e che tutte le volte mi regala grandi emozioni. Per quanto possa sembrare strano io ero una “tennista”, ebbene si! Ho praticato tennis per ben dodici anni prima di andare in bici ed anche li posso dire di essermela goduta, con enormi sacrifici, ma riuscendo a togliemi tante soddisfazioni!

Parlando sempre di cross ti alleni spesso con la moto? Quali sono le tue piste preferite?
Purtroppo il tempo che riesco a passare con la mia moto è sempre poco, in tutti i casi non mi basterebbe mai. E’ una vera e propria droga. È un’ottimo allenamento per la bici fortunatamente ed appena ho un giorno libero tra lavoro ed allenamenti carico la mia “bimba” sul Jumpy e si va a dare gas. Non ho piste particolarmente preferite, sicuramente Dorno (Pv) è molto comoda e divertente, ma a me basta essere con lei, il posto non importa.

Hai ottenuto molte vittorie e titoli. Quale è stato il più bello o quello che ricordi di più?
Il successo che ricordo con più emozione è stata la prima vittoria al Campionato Italiano Downhill di Pezzeda (Bs) nel 2009. Primo anno di gare e mi ritrovo a vincere la mia prima maglia di Campionessa Italiana Assoluta, anche se ero ancora junior. Non ci potevo credere, dopo l’arrivo ed aver scoperto di aver vinto, sono scoppiata in lacrime, di gioia naturalemnte, tutti piangevano, i miei, i miei nonni al telefono, il mio allora meccanico Sergio. È stata un’emozione indescrivibile, bellissima, che porterò per sempre nel mio cuore!

Downhill ed Enduro, riesci a competere in tutte e due le discipline con ottimi risultati. Quali sono gli aspetti che ti piacciono di più di entrambe?
Da qualche anno ho deciso di praticare entrambe le discipline, Dh ed Enduro e dai, diciamo che me la cavicchio in entrambe, anche se con il passare degli anni si stanno specializzando sempre di più e di conseguenza anche gli allenamenti devono essere tali, o ci si prepare per il dh o per lenduro, ma fin che posso voglio tenere il piede in due scarpe! Perché mi piacciono e mi divertono entrambe. Il Dh per la velocità, l’adrenalina, i salti e l’Enduro per la soddisfazione di portare a termine una gara così dura con le tue sole forze e la tua testa.

Secondo te esiste una sorta di sana rivalità tra Downhill ed Enduro?
Più che rivalità penso che ci sia una diversità di ambiente, persone, paddock. Nel Dh si è una grande famiglia, tutti uniti, anche nei paddok si respira un’aria diversa, mentre nell’Enduro penso che ci sia un po’ di serietà, rivalità e chiusura. Poi non dico di più perché non vorrei sbilanciarmi e dire cose che magari potrebbero essere fraintese…

Val di Sole 2016. Sei riuscita a correre sia in 4X che in Dh, ottenendo ottimi risultati anche dopo una caduta in Four Cross. Vuoi parlarcene? E soprattutto dove hai trovato tutta quell’energia?
I Mondiali in Val di Sole, Woow che settimana! Si devo dire che correre entrambe le discipline (dh e 4x) è stata davvero dura fisicamente, ma non potevo non cogliere questa occasione! Sapevo di poter dire la mia in entrambe e così è stato. Dopo una stagione decisamente non delle migliori mi sono presentata a questa occasione tranquilla, senza pressione, non avevo niente da perdere, potevo solo migliorare. Val di Sole è la mia pista preferita, dovevo solo divertirmi ed il resto sarebbe venuto da sé. Penso che sia stata questa la chiave dei miei risultati, non pensare al risultato appunto. Restare tranquilla e divertirmi e posso dire che ha funzionato! Dovevo solo dimostrare a me stessa che nonostante una stagione un po’ buia la luce alla fine cè sempre. E’ stata una grande soddisfazione e un’immensa infusione di autostima che mi ha accopagnato durante tutto il 2017.

Nel 2017 a Leogang hai sorpreso tutti con una fantastica run di gara. Ti sei presentata da sola con il tuo van ed hai ottenuto un sesto posto. Come è andata? Te l’aspettavi?
Leogang 2017 è stata sicuramente la migliore gara della passata stagione! Questo sesto posto si, mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca per via di quel secondo dal podio, ma mi ha dato una grande forza per guardare al resto della stagione con tanta positivà e consapevolezza delle mie possibilità e capacità! Mi sono presentata a questo appuntamento completamente da sola, solo io e il mio Jumpy che fungeva da casa e da gazebo. Dopo un po’ di scorforto iniziale per questa anomala situazione ho pensato che mi dovevo bastare, io e la mia bici eravamo le uniche cose di cui avevo bisogno, senza tanti fronzoli e comodità. Qualsiasi sarebbe stato il risultato di quel weekend, nel bene o nel male, sarebbe stata una soddisfazione, soprattutto perché ero riuscita a fare tutto con le mie sole forze.

A Lenzerheide un’infortunio ti ha messo out fino alla finale della Val di Sole. Rientrare su di una pista così, non crediamo che sia stato proprio facile?
Si, purtroppo a Lenze la mia stagione si è dovuta arrestare bruscamente, dopo una bellissima prima metà in continua crescita tra Enduro e Coppa mi sono dovuta arrendere ad una brutta caduta dove la mia clavicola ci ha lasciato le penne. Ma dopo un paio di giorni, giusto per riprendermi emotivamente e dal trauma cranico, mi ero già prefissata il mio abiettivo di rientro, Val di Sole! Certo, pista impegnativa, ma appunto per questo sarebbe stata un bel test! Se la mia clavicola teneva in quella pista ero a posto, avrebbe tenuto ovunque! Dopo un sesto posto nel 2016 aspettavo questo appuntamento con ansia ed ero motivata a fare ancora meglio, ma dopo un’infotunio mi dovevo arrendere all’idea che le mie condizioni non erano al top e che qualsiasi fosse stato l’esito della gara sarebbe comunque andato bene!

Sei stata anche convocata per il Mondiale 2017 a Cairns, come è andata? Esperienza intensa tra viaggio e gara?
Fortunatamente il c.t. Roberto Vernassa ha creduto in me ed ha voluto darmi comunque questa possibiltà nonostante l’infortunio e gli sono molto grata per ciò. Come in Val di Sole, anche a questo appuntamento mi sarei voluta presentare con la forma di qualche mese prima, ma visto che ero li, ad un appuntamento così importante e dall’altra parte del mondo, dovevo dare lo stesso il meglio di me e dimostrare che anche con uno stop nel bel mezzo della stagione ero comunque in grado di portare in alto i colori della maglia che indossavo. Ho dato tutto quello che avevo e nonostante un’erroraccio mi sono portata a casa un discreto ottavo posto. È stata una bellissima esperienza, molto intensa dal punto di vista emotivo, ma molto soddisfacente. La Nazionale Italiana del fuoristrada è una grande famiglia e sono contenta ed orgogliosa di averne fatto parte, ringrazio ancora tutti per quei dieci giorni bellissimi!

Che tipologia di tracciati preferisci?
Diciamo che i tracciati in cui mi diverto stranamente sono quelli che in cui non vado benissimo. A me piacciono i salti e la velocità. Ma riesco a dire veramente la mia in tracciati più tecnici e lenti, dove forse serve più la tecnica di guida che la potenza e la prestanza fisica! Della quale sono poco dotata purtroppo, ma dopo Leogang della scorsa stagione, ho iniziato a ricredermi anche su questo fatto!

Quale è una dote che non deve mancare per competere ad alti livelli?
Penso che per competere ad alti livelli, oltre al fisico ed allenamento, una cosa importantissima è la testa! Il fattore mentale, ad alti livelli, secondo me è quello che fa la differenza. Non per niente ci si allena anche su quello ed esistono mental coach. Se hai un buon allenamento, ma la testa è altrove non arriverai a nulla di buono. Mentre anche quando le condizioni fisiche non sono al top, con determinazione, concentrazione e tenacia si possono fare miracoli!

Ti consideri una persona introversa? Sappiamo che hai un animo molto creativo.
Ahahahah se ti riferisci ai disegni che facevo nei paddok mentre avevo la clavicola rotta, allora, povera me! Creativa quanto lo può essere un bambino di cinque anni ecco. Si mi piace molto disegnare, dipingere, creare cose e cantare… soprattutto dopo un paio di birrette! Alla fine ci vuol davvero poco ad essere creativi. Dal punto di vista caratteriale… mmm.. direi di si. Sono abbastanza introversa, tendo a non dare confidenza da subito a tutti, il che gioca spesso a mio sfavore. Infatti il più delle volte passo per antipatica o per quella che se la tira. Ma alla fine è un po’ una prova, chi passa sopra a questa impressione sa che in realtà sono una persona totalmente diversa, insomma…

Come ti alleni in previsione delle gare e della prossima stagione?
Fino a poche settimane fa mi allenavo andando in palestra, bici da corsa, enduro e motocross. Ma come ormai tanta gente ha saputo, ho il ginocchio distrutto, quindi l’allenamento dovrò lasciarlo perdere per ora.

Nel periodo off-season vivi e lavori come guida a Finale Ligure. Perché consiglieresti di passare del tempo per una vacanza in questa località?
Esatto, il mio lavoro ufficiale finita la stagione gare è fare la guida a Finale Ligure. Riesco ad unire l’utile al dilettevole, sto sempre in bici ma allo stesso tempo mi guadagno da vivere! Beh chi è stato a Finale lo sa, se vieni una volta ci ritorni anche quella dopo. A mio parere è un posto stupendo, atipico, non sembra nemmeno di essere in Italia. Gira tutto intorno all’outdoor che sia bici, climbing o mare, la maggior parte dei turisti è straniera ed è il loro modo di affrontare le vacanze. Come tutti sanno è totalmente diverso dal nostro. E per fortuna! Un piccolo paradiso della bici in questo paese dove il calcio fa da padrone.

Tu che la vivi da vicino, la mtb può essere una fonte di guadagno per molte località? Molti posti in Italia faticano ad aprire a questo tipo di turismo.
L’italia con la sua conformazione ha un potenziale enorme per quanto riguarda questo sport, il problema è la gente, la mentalità chiusa di certe persone che non vedono più in là del proprio naso! Ogni località sciistica potrebbe avere un bikepark estivo per esempio, ma si limitano a vivere di quello che guadagnano nella stagione invernale. Ma il problema più grande penso che sia trovare gente con voglia di fare ed investire su questo sport, ormai palesemente in crescita. Qualora ci fossere, la buona volonta di queste persone viene frenata dal vecchietto di turno che non vuole che passi nel suo campo o dalle amministrazioni che non sganciano un euro e preferiscono continuare a fare la “sagra della rana fritta” che porta quattro pensionati sbronzi, invece che aprirsi a nuove orizzonti.

Lavori a contatto con gli stranieri che vengono qui per girare in mtb. Hanno lo stesso approccio nostro alla bike a tuo avviso?
Come già anticipato sopra, fortunatamente, no! Hanno un’approccio totalmente diverso a questo sport, tanto che noi guide di Finale, scherzosamente speriamo sempre di non avere un gruppo di italiani, perché stanne certo ci saranno dei disguidi. Parliamoci chiaro, gli stranieri non si fanno problemi o menate a loro va bene tutto! Basta girare in bici, in qualsiasi modo o condizione. Hanno un dh da 20 kg? Nessun problema pedalare per 10 minuti. Spaccano il cambio o la catena? La spingono. C’è un pezzo tecnico e non sono ad un livello tale d’affrontarlo? Scendono dalla bici e se lo fanno a piedi senza dire una parola, anzi, sorridendo. Obiettivamente noi siamo un po’ più noiosi, ci lamentiamo e creiamo problemi dove non esistono. A tal punto da perdere persino il vero spirito della mtb. Certa gente è tanto presa a lamentarsi che non si accorge nemmeno di essere su una bici, di essere in mezzo ad un bosco, circondato dalla natura e di fare qualcosa di divertente ed emozionante, che tanta gente non si può permettere per  motivi economici o fisici. Fortunatamente non siamo tutti uguali e le eccezzioni esistono per qualsiasi nazionalità!

Ultimamente molte donne si stanno avvicinando alla mtb. Cosa consiglieresti a chi vuole iniziare per praticare mtb in modo serio?
Il mio consiglio è di buttarsi!! Non per terra, sia chiaro…. Ahahahah! Certo, specialmente il dh può un po’ spaventare come disciplina, ma se una ragazza ama la velocità, l’adrenalina e le emozioni forti non può fare a meno di provare! Tutto va affrontato in un certo modo però, specialmente uno sport come questo, ovvero con le dovute precauzioni ed un passo alla volta. Il “tutto e subito” qua non vale! E potrebbe essere molto pericoloso. Quindi ragazze, se avete una mezza idea di lanciarvi alla scoperta di questo sport fatelo! Non ve ne pentirete, ma ripeto, con calma e senza fretta di voler fare! Step by step.

Dovevi partire per l’Argentina. Ci sei già stata l’inverno scorso, cosa ti piace di questa terra?
Si, in teoria sarei dovuta parteire per l’Argentina! Ma ahimè anche questo 2018 è iniziato nel peggiore dei modi. Sciando mi sono rotta crociato, collaterale e menisco e di conseguenza mi devo operare ed oltre a pardere questo viaggio perderò anche tutta la stagione di gare. Ma torniamo all’Argentina! Beh che dire? Mi sono innamorata di questa terra! La senzazione di sentirsi a casa nonostante 14.000 km di distanza, il calore della gente, la musica, i paesaggi mozzafiato. La vita scorre lenta, serena, pacifica e la si rispetta per quello che è! Ovvero un dono unico, prezioso ed irripetibile al quale dare un inestimabile valore!

Se qualcuno ti chiedesse di andare in sud America per fare mtb, dove consiglieresti di andare e perchè?
L’Argentina è tutta bella, per quel poco che sono riuscita a vedere della sua immensità sicuramente consiglierei di fare una tappa a Bariloche. Un posto stupendo, tra laghi e montagne, dove oltre ai tanti itinerari all’mountain ed enduro è prensente anche un bikepark! Un’altro bellissimo posto dove sono stata è Tilcara. Un piccolo paese incastonato nelle Ande a 2400 mt, al confine tra Bolivia e Cile. Anche lì, se si ha voglia di pedalare un pochino, si posso raggiungere i 4000 mt per poi lanciarsi in ore di discesa tra rocce e cactus giganti o anche solo esplorale le bellezze della zona circostante senza sputare i polmoni! Ahahah!

Chi vorresti ringraziare?
I ringraziamenti sarebbero infiniti. In questi anni ho avuto la fortuna di incontrare persone stupende che mi hanno sostenuto ed aiutato in qualsiasi situazione, con un piccolo gesto o con una parola e chi con qualcosa in più. Persone con le quali ho condiviso la mia vita quotidiana o anche soltanto piccoli momenti, a tutte loro dico grazie! Per aver reso unici e indimenticabili questi anni e spero rendano tali anche quelli avvenire. Ma i ringraziamenti più importanti vanno sicuramente ai miei SANTI genitori per tutto quello che fanno ogni giorno per me, alla mia squadra Cingolani Trek con Amos, Francesco, Luca che ormai da due anni mi suppoortano e sopportano, rendendo possibile tutto questo. I ragazzi di AndreaniGroup per la disponibilità ed una bici sempre al top! E tutti i miei sponsor, Ethen , Sixs, Ultimate Italia, Schwalbe, Mottolino Livigno, Whip, Madflap. Spero di non aver dimenticato nessuno! Ultimi, ma non per importanza, ringrazio voi di WeLoveToRide per questo articolo e le bellissime foto! Ci si vede sui campi gara e buona stagione 2018 a tutti!!


Ringraziamo Alia per la disponibilità e gli auguriamo di rientrare al più presto, ancora più forte e determinata. In questi anni ha saputo regalare tante soddisfazioni ai tifosi italiani. Vorremmo che lei fosse di esempio per molte ragazza che approcciano alla Mountain Bike, per fare capire che l’Mtb non è uno sport per soli uomini, ma che va approcciato senza strafare come ci insegna lei. Un grazie anche ai lettori che ci sostengono e rendono possibili questi contenuti esclusivi! Cheers!

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