“Penso che la determinazione sia fondamentale nella vita di ogni atleta.”

Eleonora Farina

 

Allenamenti, fatica, cadute, gioie e delusioni, tante cose che devono essere alimentate dalla determinazione. Eleonora Farina ci ha dimostrato come sia riuscita a raggiungere importanti traguardi grazie alla propria forza di volontà. Perché quando sei tra due fettucce devi dare il massimo. Non accontentarsi mai, ma cercare di migliorare sempre di più, per raggiungere il proprio sogno. Siamo felici di pubblicare l’intervista di questa atleta che nel 2017 ha regalato tante emozioni e gioie a tutti i tifosi italiani. Buona lettura!

Com’è andata la tua stagione di gare? Puoi riassumerla?
E’ stata una stagione fantastica! Ho partecipato al Circuito Italiano Gravitalia riconfermando il titolo e vinto l’Italiano Assoluto a Bormio. Ho preso parte a tre tappe del Campionato Europeo IXS vincendole tutte ottenendo così il secondo posto in classifica generale  e a fine maggio ho portando a casa con orgoglio la vittoria ai Campionati Europei di Sestola. Ho partecipato a tutte le tappe di Coppa del Mondo, concludendo al settimo posto e nel finale di stagione è arrivato il miglior risultato: il quarto posto ai Mondiali in Australia.

Quale è stata la gara più bella e perchè? E quale è stata quella più sofferta?
La gara più bella della stagione è stata sicuramente Val di Sole. L’emozione, il pubblico, la pista, quel podio, l’energia quel giorno era bellissima! Quella più sofferta Fort William. Le condizioni erano avverse, la pista è difficile, fisicamente, mentalmente, e quel tratto di bosco fangoso mi sembrava insuperabile, ero negativa e non mi sentivo all’altezza, anche se alla fine ho ottenuto un buon piazzamento.

Quale è la soddisfazione più grande di questo 2017? E quale l’amarezza se c’è?
La soddisfazione più grande è stata riuscire a fare bene tutta la stagione, rimanere concentrata e nel flow dalla prima all’ultima gara, anche se le forze fisiche, ma soprattutto mentali venivano meno. L’amarezza più grande è stata a Lourdes, alla prima tappa di coppa del mondo. Stavo bene, andavo forte, davvero, mi sentivo all’altezza del percorso e del momento, volevo far bene fin da subito. Una scivolata all’inizio però mi ha fatto perdere troppo tempo prezioso e sono arrivata in fondo con niente di fatto, ma sicuramente questo non mi ha poi scoraggiata.

Come è andato il mondiale? Per un soffio non hai ottenuto un bronzo spingendo fino alla fine. Vuoi parlare di questa tua fantastica esperienza?
Il mondiale quest’anno si è tenuto a settembre a Cairns in Australia. È stata una bellissima esperienza, con un bel gruppo insieme ai ragazzi del cross country. Un’emozione unica indossare la maglia e difendere i colori della bandiera! Il tracciato era particolare, veloce ma anche insidioso. Fondo duro ma con uno strato di polvere sopra a renderlo scivoloso. Mi sentivo bene, avevo alle spalle una buona stagione, mi sono detta che non dovevo dimostrare niente a nessuno, io avrei dato il meglio come sempre senza caricarmi di troppa pressione. E così è stato, ho fatto una discesa discreta e una volta in fondo mi son seduta sull’hot Seat al secondo posto dietro alla Miller. Mi mangio tuttora le mani per non aver pedalato di più, soprattutto nella parte centrale e per un errore che potevo benissimo evitare. Partivo con il numero cinque, dopo di me sono scese le favorite… ero tesissima, ed è stato tutto così veloce… scivolate, recuperi, e quando il tabellone ha registrato il pesante ritardo della Francese, ultima a scendere, io mi trovavo ancora in terza posizione.. medaglia di bronzo! Wow! Non ci credevo…. e infatti… dopo l’antidoping e a ridosso della fine della gara maschile mi hanno riferito dell’errore del cronometro, quindi del secondo posto di Myriam Nicole e la mia retrocessione al quarto. Ok lo ammetto, lì per lì è stato brutto, mi son sentita vuota e incapace di credere possibile gli eventi appena successi. Ma mi son ripresa in fretta… una medaglia vinta perché le altre son cadute è una medaglia che lascia l’amaro in bocca.. quando e se vincerò mai una medaglia, voglio vincerla perché sarò stata forte e me la sarò meritata davvero! L’esperienza mondiale è stato un grande insegnamento, una bellissima gara e il quarto posto rimane il mio miglior risultato ottenuto fino adesso!

Qual’è il tracciato o sezione che più ti piace ed esalta?
E’ veramente difficile fare una scelta, ecco Lourdes ad esempio è un tracciato che mi è piaciuto molto, vario ed equilibrato. Mi esalta un sacco Mont Sainte Anne in Canada, percorso lungo, con salti impegnativi, rock garden e alte velocità. Mi piace la pista ad Andorra, lunga, con pendenze al limite e un terreno stranissimo che cambia di continuo. Oppure ancora Val di Sole, una battaglia dall’inizio alla fine, senza esclusione di colpi.

Fino a qualche anno fa eri un’atleta Amatore Femminile, ora sei arrivata a podio in Coppa del Mondo come Elite Donne. Com’è stato possibile questo salto in così breve tempo?
Nel 2012 quando mi sono iscritta alle prime gare come amatore non mi sarei mai immaginata di ottenere questi risultati. E’ stato un continuo crescere di esperienza e consapevolezza partendo dai primi risultati in campo amatoriale che mi hanno spinto a passare in categoria Elite. Da lì le prime esperienze all’estero partecipando a qualche tappa di Campionato Europeo IXS e quando nel 2015 ho partecipato alla prima gara di Coppa del Mondo non sono più riuscita a smettere. Ho continuato a crescere mentalmente, tecnicamente e fisicamente lavorando e cercando di capire cosa mancasse per arrivare sempre più in alto.

Cosa vuol dire essere in team con un campione come Marco Milivinti ed una giovane promessa come Giacomo Masiero?
Faccio parte del team bresciano GB Rifar Mondraker da due stagioni e ho riconfermato per il 2018. Devo tanto a loro, mi hanno dato la grandissima possibilità di viaggiare e partecipare a tutte le gare della stagione, ma sopratutto mi hanno sempre sostenuta e motivata alla grande. Essere in team con Marco e Giacomo è davvero un onore, ho imparato tanto dalla grande esperienza di Marco e all’opposto dalla genuinità ed entusiasmo del giovane Giacomino.

Tu che lo vivi da vicino viaggiando molto, come mai all’estero la Mtb è più considerata rispetto a noi?
A livello nazionale si da più importanza ad altri sport, ma la mtb sta prendendo sempre più piede anche nel panorama italiano. Qui da me in Trentino la crescita del movimento è tangibile, ci sono sempre più bile-park e voglia di sterrato. Secondo me è solo questione di tempo e mezzi burocratici e anche noi arriveremo al livello dei bike park esteri.

Per chiudere la stagione gare hai partecipato anche all’EWS di Finale Ligure. Com’è andata?
Devo ammettere che all inizio ero un po’ incerta su come sarebbe andata, ero molto provata fisicamente e mentalmente dalla stagione di DH, ma alla fine sono contenta di aver accettato anche questa sfida. Sono stati due giorni impegnativi ma anche divertenti, sono davvero orgogliosa di essere riuscita ad averla portata a termine anche se, essendo stata inserita nel gruppo delle atlete senza punti ed avendone recuperate alcune lungo le PS, non ho potuto esprimermi come avrei voluto nella classifica generale.

Hai già iniziato a lavorare per il 2018? Ci sono novità in vista?
Pensando all’anno prossimo il mio obiettivo è sicuramente quello di arrivare alle gare nella miglior condizione possibile. Fino ad ora mi sono sempre allenata autonomamente e so di essere sulla strada giusta. La scorsa stagione è stata per me la più soddisfacente fino ad ora, mi sono resa conto di essere solo a pochi secondi dalle migliori, e sono consapevole che quelli saranno i secondi più difficili da tirare giù. Per questo motivo a novembre ho iniziato ad allenarmi affidandomi al’ aiuto di un preparatore, in modo da rendere il mio allenamento più metodico ed efficace.

In giro quando dici che fai Downhill, come reagisce la gente che non conosce questo sport?
Quando racconto di come scendo con la mia bici per il bosco tra sassi ed alberi tanti mi dicono che sono matta, ma anche coraggiosa, mi fanno qualche raccomandazione e un in bocca al lupo. Però devo dire che sono piacevolmente stupita di come negli ultimi tempi sempre più persone conoscano il nostro sport!

Per molti sei un esempio in quanto a determinazione. Tu cosa ne pensi?
Penso che la determinazione sia fondamentale nella vita di ogni atleta. La stagione è lunga, viaggiamo molto e in gara possono esserci mille contrattempi, ma tu devi essere concentrato sul tuo obiettivo e pronto a dare sempre il massimo. Mi sento una persona determinata e ho sempre sognato in grande, sapere che forse qualcuno mi vede addirittura come un esempio mi motiva a fare ancora meglio quindi grazie a loro!

Hai qualche consiglio da dare alle ragazze più giovani che hanno deciso di correre in Downhill?
Questo sport prima di tutto è divertimento, ci si sente liberi e veloci… è indescrivibile la soddisfazione e carica di adrenalina che si prova superato un ostacolo difficile! Quindi mi piacerebbe dire alle ragazze che hanno appena cominciato di non arrendersi mai, superare gli ostacoli, fare più gare possibili, girare in posti sempre diversi in modo da ampliare la tecnica su tracciati differenti, ma sopratutto divertirsi sempre! Un consiglio importante è però quello di approcciare questo sport con coscienza di sé e dei proprio limiti, cominciare con calma ed un passo alla volta.

E la testa? Quanto può influire in una prestazione?
La testa influisce tantissimo in una prestazione. Si può avere la bici più bella, una buona preparazione fisica, il team migliore ma se non c’è la predisposizione mentale giusta è difficile arrivare al risultato. Ritengo che bisogna essere convinti di esserci e di potercela fare. Mi piace pensare che gli atleti sulla cresta vincente siano racchiusi nella loro “bolla” di concentrazione e determinazione, focalizzati sull’obiettivo e pronti a raggiungerlo.

Cerchi di controllare anche il lato emotivo con sedute specifiche?
Non faccio sedute specifiche da un mental coach se è questo che mi chiedi. Ma ritengo di lavorare molto su me stessa e sulle mie emozioni. Non sempre è facile gestire la tensione durante le gare più importanti, quando sai che puoi centrare l’obiettivo ma allo stesso tempo tutto può andare nel verso sbagliato. Cerco di essere più positiva possibile e risolvere qualsiasi momento difficile con speranza e fiducia in me stessa.

Oltre alla Mtb ti dedichi ad altri sport?
Sono una grande sportiva, mi piace praticare tanti sport differenti: scio da quando ho due anni, faccio snowboard, mi piace nuotare, arrampicare, ho fatto gare di atletica per parecchi anni, ho giocato a tennis; mi piace divertirmi con la slack line, praticare yoga e camminare in montagna. Ho cominciato da poco a praticare motocross e spero di migliorare in fretta!

Sappiamo che in famiglia siete tutti molto sportivi, condividete le stesse passioni?
Mi ritengo molto fortunata a far parte di una famiglia così sportiva. Mio padre ha sempre praticato Mtb in estate partecipando per anni alle Granfondo del nord Italia, durante l’inverno invece pratica lo scialpinismo. Mia madre lo segue con determinazione in tutti gli sport ed è una bravissima giocatrice di tennis. Mio fratello fa gare di motocross e non se la cava per niente male, adesso mi sta insegnando. Mi ricordo con orgoglio che un anno abbiamo vinto il trofeo Famiglia Sprint ad una gara di sci.

Da qualche anno è iniziato a vedersi un movimento sempre più consistente di donne in Mtb. Cosa ne pensi? Ti senti uno stimolo per molte di loro?
Sono davvero felice di vedere il movimento femminile sempre più in crescita. E’ bello girare tutte insieme tra ragazze, ci si motiva di più, è uno stimolo diverso ed è più divertente! Penso che i risultati che abbiamo ottenuto io, Veronika Widmann ed Alia Marcellini negli scorsi anni possono essere un punto di riferimento per le ragazze, la prova che anche noi italiane possiamo primeggiare all’estero.

All’estero com’è la situazione femminile?
La Downhill è considerata uno sport prevalentemente maschile ma io sostengo la parità. Certo i tempi al cronometro sono diversi, ma corriamo sugli stessi tracciati e il livello è in costante crescita.  Ci sono giovani promesse all’estero che stanno crescendo in fretta, e dopo il domino indiscusso della Atherton per due anni in Coppa adesso la vittoria non è più scontata e tante ragazze se la possono giocare. Quindi la situazione femminile all’estero si sta facendo sempre più interessante!

Siamo giunti al termine, chi vuoi salutare o ringraziare?
Ci tengo molto a salutare e ringraziare il mio team per il sostegno durante tutta la stagione, Andrea che ha fatto da meccanico, organizzatore di trasferte e autista per chilometri e chilometri. Giorgio che ha sempre creduto in me, Marco che mi ha aiutata in tanti momenti di indecisione, Giacomino che mi ha ricordato sempre di sorridere e divertirmi. Un ringraziamento alla mia famiglia che ha sempre creduto in me, al papà che ha fatto chilometri a piedi a lato percorso su e giù per consigliarmi le linee e i passaggi migliori, alla mamma che mi ha fatto mille foto e dolcissime colazioni, a mio fratello che mi vuole bene.Un grazie a tutte le persone che credono in me, a chi c’era in Val di Sole a sostenerci, a chi guarda RedBullTV e le nostre discese in giro per il mondo, a chi ha festeggiato con me anche se solo per poco il sogno della medaglia di bronzo ai mondiali, a chi ha visto la bandiera italiana in classifica vicina ai nomi importanti della Downhill mondiale e sogna di vederla ancora più in alto come me, Grazie a tutti! Un ultimo ma non meno importante Grazie ad Alex Luise perché per tutta la stagione ci ha accompagnato con le sue meravigliose foto ma soprattuto con la sua incredibile passione e dedizione! A ripercorrere la stagione devo dire che mi sono emozionata e motivata sempre di più per la prossima! Ora è tempo di allenarmi e mettere le basi in attesa che le danze ricomincino! Grazie a WeLoveToRide per l’intervista!

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