“Mi alleno bene durante le prove, mi diverto e i risultati arrivano e se non arrivano ci provo ancora di più la volta dopo.”

Loris Revelli

C’è un’energia spontanea dentro ognuno di noi che va lasciata libera di esprimersi e di crescere. Si chiama talento e siamo liberi di conoscerla ed alimentarla. Loris Revelli ha scoperto fin da piccolo quale fosse il suo talento, aiutato dalle persone che l’hanno accompagnato e lo stanno facendo tutt’ora in questa sua crescita che lo ha portato ad essere uno dei migliori atleti italiani di Downhill a livello internazionale. Finalmente abbiamo l’onore di condividere con lui questa intervista. Buona lettura.

Quando hai iniziato ad andare in bike?
Molto presto avevo circa sei anni quando con Gianluca Vernassa abbiamo cominciato a fare i salti al prato di San Romolo (IM) mentre mio papà e Roberto Vernassa organizzavano per la mitica gara di dh.

Come mai hai scelto proprio la Mtb come sport?
Ho scelto la Mtb perchè mi piacciono i boschi, per la velocità e l’adrenalina che ti trasmette quando scendi a tutta nei sentieri.

Quale è stata la tua prima gara? Te la ricordi?
La mia prima gara di Downhill é stata Pieve di Teco nel 2010, non ricordo molto a parte la grande batosta presa da Giovanni Pozzoni! Hahaha andava veramente forte!

E la tua prima vittoria?
Anche la prima vittoria non la ricordo però è stata a Pieve di Teco, l’anno successivo sotto un diluvio della madonna.

C’è un Campione a cui ti sei ispirato fin da piccolo?
Ce ne sono tanti di campioni ai quali mi sono ispirato e che tuttora mi ispiro come: Vuilloz, Karim Amour, Loic Bruni, Blenkinsop. Ma penso che quello a cui mi sono ispirato di più è Vuilloz, da piccolo ero praticamente innamorato di lui. E poi il grande Steve Smith.

Come è nato il tuo nome Loris Kid 27? E perchè proprio il 27?
Non so come gli è venuto in mente a Walter Belli! Per saperlo bene bisognerebbe chiederlo a lui. Mi ha aiutato anche creandomi il logo per ad avere più visibilità. Grazie! Mentre il 27 era il numero del taxi di mio nonno.

Si riesce a vivere di Mtb in italia?
Qualcuno riesce ma sicuramente no praticando la Dh. Qualche atleta di enduro o cross country c’è sicuramente. Speriamo che qualcosa cambi e che anche noi del downhill finalmente possiamo riuscire a guadagnare qualcosa.

Abiti poco distante da Nizza, come mai secondo te la scuola francese riesce ad avere più atleti di livello nel downhill e non solo?
Ci sono tanti fattori come la difficoltà tecnica delle gare, un passato di grandi campioni da predere come esempio, ma la cosa fondamentale è che sicuramente la mentalità è diversa. La bici è vista come uno sport vero e proprio, le mamme portano i figli alle piste di bmx dove ci sono maestri molto competenti, mentre in Italia ci sono pochissimi posti dove portare i figli ad imparare ad andare in bici, di conseguenza ci sono pochi maestri. Anche la mentalità dell’atleta stesso è molto diverso, i ragazzini francesi vanno alle gare con biciclette vecchie e neanche da dh. Un ragazzino italiano non correrebbe mai con una bicicletta vecchia o vestito male. È proprio tutta un altra cultura dello sport. Viene prima di tutto il divertimento, se non ti diverti non hai la motivazione di allenarti per migliorare sempre di piu.

Che effetto ti fa essere ora essere lì con i più bravi piloti del mondo?
Essere li è ancora un parolone, pero secondo me quest’anno è l’anno giusto, non ho altri impegni oltre che la bici e cercherò di fare qualcosa di buono per essere constantemente insieme a loro e di far diventare la mia passione un lavoro.

Quale è stata la tua gara più bella? E quella che ti ha deluso più di tutte?
La gara più bella è stata  di questa stagione è stata Lenzerheide (SUI) che dopo tutte le diffcolta riscontrate con la pista durante il week-end sono riuscito ad ottenere il miglior risultato in Coppa del Mondo davanti alla mia famiglia.

Come è stato quando hai vinto in Val di Sole nella categoria Junior. Davanti il tuo pubblico? Vuoi raccontarci come è andata e cosa hai provato?
Beh vincere la prima gara di Coppa del Mondo in casa, su un percorso così duro, è stato veramente emozionante. Durante le prove, tutti i fotografi, dicevano che ero uno degli junior che girava più forte. Durante la qualifica sono caduto subito e ho finito sesto a tre secondi. Sapevo che il giorno dopo dovevo andare forte senza, però, rischiare di cadere. Così il giorno della finale ho fatto una bella run ed il mio sogno si è avverato.

Sei via molti mesi all’anno per seguire le competizioni, è sempre facile?
Non è facile ma è piacevole, d’altronde sono in giro per il mondo a fare quello che mi piace, in tanti pagherebbero per aver le mie stesse possibilita.

Come sei riuscito ad unire studio e trasferte?
Diciamo che io non mi sono mai ammazzato di studio e riuscivo a fare tutto a casa senza mai portarmi dietro niente, a parte quest’anno che ho dovuto affrontare la maturità e mi sono portato dietro tutto il necessario e dopo le prove studiavo un pochettino, Fort William e Leogang sono state un full immertion di studio durante il quale ho avuto un grosso aiuto da Giancarlo Vezzoli l’ingegnere di Formula e la mia fidanzata per svolgere la tesina.

Vuoi raccontarci il tuo 2017 come è andato? Qualche soddisfazione e qualche rimpianto?
Il 2017 è stato il mio secondo anno da Elite e non pensavo di riuscire a fare questi risultati, perchè durante l’inverno a parte palestra ho fatto veramente poco per colpa della scuola che mi ha impegnato abbastanza con dei rientri pomeridiani per prepararci alla maturità. Ma qualche soddisfazione me la sono tolta come entrare tre volte nei primi 30 in World Cup, arrivare al mondiale con la venticinquesima posizione nel ranking Uci, e vincere il circuito Gravitalia. Nessun rimpianto, ho sempre dato il massimo. Peccato per la caduta all’Italiano Assoluto, ma anche li ho dato tutto quello che mi era rimasto dopo la gran botta.

Abbiamo come l’impressione che in Coppa ti esalti e riesci ad andare più veloce che in Italia. E’ vera questa cosa?
Si purtroppo è vera, ma non è per il fatto che mi esalti, secondo me sono le piste che si addicono di più alle mie caratteristiche ed al mio stile di guida. Un altro fattore è che riesco a trovare una tranquillità e una concentrazione diversa in gare più difficili e importanti come la Coppa del Mondo che magari altri ragazzi non riescono.

Quest’anno sei entrato spesso nella Top 30 in Coppa, come si riesce a fare certi risultati?
Come riesco non lo so, forse come dicevo prima proprio la tranquillità. Mi alleno bene durante le prove, mi diverto e i risultati arrivano e se non arrivano ci provo ancora di più la volta dopo.

Come avviene un week-end di gara in coppa?
Un week-end di coppa è molto duro. Poche prove e fin da subito bisogna andare più forte che si può per prendere un buon ritmo e arrivare alle qualifiche dove si deve essere ok con il setting della bici e veloci in pista. Poi nelle prove prima della finale si perfeziona il tutto e poi gas a martello per la finale.

Come ti concentri prima di una run di gara?
Non ho un metodo per concentrarmi, mentre faccio il riscaldamento ho ben in mente il mio obbiettivo, e cerco di rilassarmi il più possibile.

Cosa ti piace dell’ambiente delle gare? E cosa miglioreresti?
L’ambiente delle gare è bellissimo. Le gare in se forse sarebbero un po’ da migliorare rendendole più difficili in modo da far crescere il livello. Ma non ci lamentiamo troppo, perché grazie che ci sono e possiamo farle!

Ti vedremo mai ad una gara di enduro?
Si ho in mente di fare qualche gara, anche se lo spirito dell’enduro non mi appassiona, ma mi diverto molto a girare con la bici da enduro.

Come ti alleni in vista di una stagione cosi intensa in Coppa del Mondo?
Faccio un po’ di crossfit, pedalo su strada o in enduro, un po’ di pumptrack e poi cerco di stare il più possibile sulla bici da downhill. Per me è molto importante questo fattore.

Per crescere tecnicamente ed andare veloci quale è il migliore allenamento secondo te?
Tanta bmx o pumptrack, anche girare in piste da dh con bici da enduro o con poca escursione può aiutare a guidare bene e poi tanta bici da downhill.

Ti alleni anche con la moto da cross. Trovi che sia importante? Come mai ne trai beneficio per la tua stagione di downhill?
Si mi alleno anche in cross, lo ritengo molto importante per la preparazione invernale. E’ uno sport bellissimo che mi aiuta molto a livello di braccia, velocità e salti grossi.

Quest’anno hai collaborato con Formula per sviluppare nuovi prodotti, come è stata questa esperienza?
È stata un’esperienza bellissima e utilissima, ho collaborato con gente fantastica, sempre disponibile ed alla fine è uscito un prodotto magnifico sviluppato sulle piste di gara.

Hai altre passioni oltre alla Mtb?
Si ho molte passioni come il surf, la moto, il rally, sci e lo snowboard. Amo qualsiasi action sport dove non si va troppo in alto perchè soffro di vertigini… ahahah.

Abiti vicino Sanremo, tra mare e collina, vuoi parlarci del Surf? Come hai iniziato e perchè?
Ho iniziato da bambino, il barista della spiaggia dove andavo sempre è un surfista molto bravo ed un giorno mi ha portato in acqua con lui, cosi ho imparato abbastanza in fretta e da li sono sempre andato in acqua appena entravano un po’ di onde. Ora non posso farne a meno, ho proprio lo spirito da surfista, quando ci sono le onde sparisco e non ci sono più per nessuno fino a che non arriva la calma piatta. Il surf causa dipendenza, consiglio a tutti di prendere una tavola e lanciarsi in acqua per provare.

Che musica ascolti di solito?
Ascolto di tutto ma la mia preferita del momento è Me You di Russ.

Descriviti con tre aggettivi.
Ecclettico, determinato, impulsivo.

Hai mai paura?
Si mi capita ogni tanto. Mi prendo paura magari per un passaggio difficile, ma non appena lo faccio mi passa subito.

Quali sono i progetti per la stagione 2018?
I miei progetti sono sempre i soliti, corro con il Team Argentina Bike in World Cup e Gravitalia. Con l’obbiettivo di entrare nei top 15 di World Cup.

Chi vorresti ringraziare e salutare?
Saluto e ringrazio tutti gli sponsor che rendono tutto questo possibile, Roberto Vernassa e Claudio Conte per il supporto durante la stagione, i miei team mates, la mia famiglia, la mia ragazza e tutti i lettori di Welovetoride.it! In poche parole saluto tutti! Ci vediamo l’anno prossimo Ciaoo!


Cosa aggiungere? Vi invitiamo a seguire e tifare per questo ragazzo che già ci ha fatto sognare e gioire per i suoi risultati. Noi lo ringraziamo per la super disponibilità e simpatia, perché con Loris in giro non ci si annoia mai. Cheers!

RIPRODUZIONE RISERVATA ©

Tutto il materiale pubblicato è di proprietà del sito Welovetoride.it e coperto da copyright. E’ vietato ogni utilizzo anche parziale senza il consenso dell’autore. Per ogni richiesta potete contattarci all’email: ride@welovetoride.it. Cheers!