“Non sei un atleta solo in quei minuti di gara. Essere un atleta vuol dire esserlo in ogni cosa che fai, in ogni pensiero ed in ogni parola.”

Veronika Widmann

Determinazione e passione sono alla base di ogni successo. Lo sa bene Veronica Widmann, visto che in poco tempo è riuscita a raggiungere traguardi importanti per la sua carriera. Vroni ci ha raccontato del suo passato, del suo presente ma soprattutto del suo futuro, perché l’importante è avere un abiettivo, nella vita come nello sport.

Se dovessi presentarti a qualcuno che non ti conosce, come ti presenteresti?
Ciao sono Veronika e sono una ragazza che ha l’obbiettivo di diventare una delle donne più forti al mondo in una disciplina che si chiama Downhill. Se adesso pensate che sono pazza avete ragione. Pazzia è il primo passo nella direzione giusta per realizzare i tuoi sogni.

Come ti sei avvicinata al mondo della Mtb?
Ho iniziato ad andare in bici quando avevo dodici anni. Mio cugino Georg e sua sorella avevano iniziato ad andare in Mountainbike prima di me ed un giorno mi hanno chiesto se avevo voglia di andarci anch’io. Ho fatto il primo allenamento e subito mi ha preso questa passione. Ho iniziato a fare le prime gare di cross country e mi sono divertita tantissimo.

Hai iniziato a gareggiare con l’XC, quando sei passata al Downhill e perché?
Ho fatto gare di XC per otto anni. Dopo la maturità ho deciso di andare ad Innsbruck per seguire il mio studio. Le cose sono cambiate un po’. Il tempo e anche un po’ la voglia per contiuare ad allenarmi e fare gare di xc non c’era più cosi tanto. Però proprio in questo periodo ho iniziato a fare Downhill. La discesa e la tecnica anche nell’xc era sempre la mia specialià e cosi ho iniziato a dedicarmi a questa disciplina. Mi piaceva un sacco, all’inizio solo per divertimento nel tempo libero, poi ho iniziato a fare gare di Dh. Ho iniziato con il Gravity Race a Treia, Nussenna, Città di Castello, piste bellissime. Poi anche il Gravitalia ed i Campionati Italiani. Già dall’inizio volevo sempre essere forte come i ragazzi, ho sempre confrontato i tempi e ho sempre cercato di avvicinarmi di più ai loro tempi. Quello che sto facendo ancora adesso. Mi aiuta tanto a migliorarmi.

Sei tesserata per il team Bike Club Neumarkt. E’ importante per un giovane trovare società così che lo facciano crescere nel modo giusto?
Per me la bici è stata la cosa migliore che mi potesse capitare. Proprio al tempo, quando ho iniziato ad andare in bici, ho perso mio papà, è stato un periodo molto difficile per  me e la mia famiglia. La bici mi ha aiutato tantissimo. Non volevo parlare e andare in bici, essere insieme agli altri e non parlare di quello che era sucesso a casa era la cosa giusta per me. Arthur il presidente della società era sempre super disponibile con me e tutti gli altri ragazzi che correvano. E lo è ancora oggì. La squadra ormai ha tantissimi ragazzi e tutti sono appassionali di bici. Secondo me è molto importante fare crescere i bambini con lo sport e soprattutto con la possibilità di fare qualsiasi attività fisica, non solo calcio. Per me la mia squadra, il Bike Club Egna Neumarkt è un bellissimo esempio e dovrebbe essere così da tutte le parti.

Ti consideri una persona dal carattere introverso oppure estroverso?
Dipende, probanbilmente sono un po’ timida, per quello con persone nuove e in una situazione nuova sono magari introversa e non parlo tanto. Però in un ambiente dove conosco le persone e si è rotto il ghiaccio mi piace chiacchierare con tutti, stare insieme e passare dei bei momenti.

Cosa ti piace e cosa detesti in generale, perché?
Una delle cose più belle è stare insieme con le persone giuste, magari stare un giorno fuori in bici, divertirsi, ridere e tornare a casa felice. Generalmente ci sono tante cose che vanno male al mondo. Ma su tante cose noi non abbiamo tanta influenza. L’importane è che ognuno vive nel modo giusto, guardando a se stesso e cercando di fare e pensare al lato buono in qualsiasi cosa. Poi io cerco di non pensare troppo alle cose che vanno male, perché i pensieri negativi fanno male alla salute.

Sei figlia unica? C’è qualcun altro nella tua famiglia che pratica sport a due ruote?
Ho un fratello più grande, Werner, lui è un grande e lo stimo molto. Non va in bici, ha le sue cose da fare ed è bravo. Nella mia familia c’è mio cugino Georg e la sua ragazza Julia che sono pazzi per la bici come me e con loro ho iniziato ad andare in bike.

La tua famiglia condivide e supporta questo tua grande passione?
Mio fratello è sempre tranquillo, lui mi supporta in tutto quello che faccio. Con mia Mamma Anni al inizio è stato un pò difficile. Soprattutto quando ho iniziato a fare Downhill e quando ho preso un mezzo anno di pausa dallo studio, per fare gare. Lei era molto contraria a quello che faccio. Posso capire, si preoccupa e mi vuole solo bene. Però lei nel suo modo di essere, mi da forza, grinta e determinazione per fare bene. E adesso qualche volta è anche contenta con me, lei prega per me e quello è il suo modo per darmi supporto. Devo ringraziarla tanto che con tutti questi pensieri che le ho dato in questi anni mi sopporta ancora 😉

Hai qualche altra passione oltre alla mtb?
Posso essere super contenta che la mia passione è diventata più o meno il mio lavoro. Mi piace fare altri sport, come andare con lo snowboard, stare insieme con gli amici o andare in montagna con il mio cane Löwe, ma la passione più grande rimane la bici.

Abiti in Alto Adige, una terra bellissima. Cosa ti piace di queste zone e perché?
Sono cresciuta in Alto Adige e già da bambina ero sempre fuori nella natura. Da piccola siamo sempre andati in montagna e quel senso di libertà nella natura mi è rimasto. L’Adige è bellissimo, ci sono le montagne, i lagi, le campagne, le vigne, i bosci. Qui ci sono tutte le possibilità che vuoi. Anche se ho viaggiato tanto e ho visto posti bellissimi ovunque, ma i posti dove sei crescuta e casa tua rimangono sempre speciali.

Come ti stai preparando per la prossima stagione? Segui un allenamento specifico?
Adesso da un paio di settimane ho iniziato con la preparazione per la stagione prossima. Vado in palestra due o tre volte alla settimana. Albi Zamperetti, mi ha fatto li programma di allenamento e mi seguerà nella prossima stagione. Adesso se le giornate sono così belle vado tanto a pedallare in enduro o faccio un po’ di tecnica in pista da BMX a Bolzano. La bici da DH l’ho messa un po’ da parte. La riprenderò a Gennaio. Così dopo di pausa ho ancora più voglia di ripartire con il Downhill.


Cosa vuol dire essere un atleta?
Non sei un atleta solo in quei minuti di gara. Essere un atleta vuol dire esserlo in ogni cosa che fai, in ogni pensiero ed in ogni parola. Quando ti alleni, quando mangi quando dormi. Andare in bici è passione, ma passione e talento non basta per essere un atleta. È un lavoro duro, che dura tutto l’anno ed è una questione di fisico come anche di testa.

Ti piace leggere? Hai qualche lettura che vorresti consigliare?
Si mi piace leggere. È molto rilassante durante i viaggi o la sera dopo una lunga giornata. Leggo tante cose diverse. Mi piacciono storie vere, storie di persone.

Hai un numero fortunato che ti appartiene nel quelle ti riconosci e perché?
Si è il numero 8. Perché è sempre stato il mio numero preferito e fortunato. Anche perché sono nata proprio l’8 di Marzo.

Come ti concentri prima di una gara? Hai qualche gesto ricorrente?
In gara devi dare il massimo che puoi, quindi la concentrazione è importante. Sono i pensieri positivi che danno forza a te stessa e sono importanti. Per non essere troppo nervosa prima delle gare cerco di pensare al percorso e qualche minuto prima della partenza nella mia testa ripercorro tutto il tracciato in ogni dettaglio. Ascolto la mia musica preferita prima della gara mentre mi riscaldo pedalando sui rulli, mi da confidenza e determinazione.

Cosa vorresti aggiungere al mondo della Mtb per renderlo ancora migliore? E cosa non ti piace?
Vorrei che il mondo della Mtb in generale avesse più sucesso come sport. Anche se negli ultimi anni c’è sempre più gente che va in bici, mi piacerebbe che la Mtb fosse uno sport popolare come lo sci, il calcio ed il ciclismo su strada. Sarebbe molto più facile per noi atleti avere più visibilità e di vivere di quello che facciamo. Per me la Mtb è un sport fantastico e io vorrei che molta più gente condividesse questa passione. Non mi piace che in questo tempo dove viviamo, spesso per gli sponsor contano più i likes ed i selfi su facebook che i risultati ottenuti in gara.

Il 2016 è stato un anno importante per i tuoi risultati sportivi. Ti sei riconfermata Campionessa Italiana Downhill per il secondo anno. Come è stata questa esperienza?
Ho puntato molto a questo risultato e non era facile perché con Eleonora Farina ed Alia Marcellini avevamo tutte e tre delle buone chance per portare a casa la Maglia. Ho cercato di dare il meglio per fare una gara nel miglior modo possibile. Vincere e avere di nuovo la maglia per un altro anno sono state emozioni fortissime. È un onore portare la maglia del proprio paese all’estero e poterlo rappresentare.


Hai portato in alto il tricolore all’estero, conquistando il circuito IXS Downhill Cup. Come hai raggiunto questo grande traguardo?
Onestametne non credevo a questo titolo fino alla fine. I miei risultati in tutte le gare erano costanti ma l’ultima gara a Leogang poteva ancora cambiare tutto. A Leogang è piovuto tanto tutto il weekend e durante le prove con tutta la pioggia ed il fango non si stavi sulla bici. In qualifica sono andata molto male ed ero molto arrabiata con me stessa. Le carte erano ancora aperte però se vincevo in gara vincevo anche il circuito. Quindi ho cercato di dare il massimo, ed ero super contenta quando ho realizzato che ce l’avevo fatta. In Coppa del Mondo visto che non ho potuto partecipare ad Andorra, perché mi ero fatta male, nella overal sono uscita fuori dai top 10, cosi vincere la Coppa Europa è era una bella soddisfazione.

Da due stagioni partecipi anche alla World Cup. Quale è stata la tua gara più bella e perché?
La gara più bella è stata quest’anno a Fort William, dove con un sesto posto ho raggiunto il mio risultato migliore della stagione. Avevo il giusto supporto personale e mi sono trovata bene con la pista e la bici. Purtroppo ho perso il podio per pochissimo, nell’untimo tratto del percorso ero ancora quarta all’ultimo intertempo. Tutto ciò è stata una esperienza positiva, mi da conferma che sono sulla strada giusta e che un podio in Coppa puó essere un obiettivo molto realistico. La gara a Fort William è magari la gara più lunga e dura del circuito e quindi questo sesto posto mi da tanta soddisfazione, ma anche motivazione per andare ancora più forte.

Il 2016 ti ha visto indossare la maglia Azzurra per partecipare ai Mondiali Downhill in Val di Sole. Come è andata questa esperienza?
La gara più difficile di quest’anno era decisamente il Mondiale in Val di Sole. È stata una bellissimia esperienza avere i mondiali a casa, con tutto questo publico e supporto. E’ stato bello anche vedere Alessia Missiaggia vincere nella categorie Junior. Io ho finito la mia gara in settima posizione. Una bella top ten che la vedo però con emozioni miste ed un po’ di delusione. Mi sono preparata molto bene per questa gara, sono stata li quasi tutto Agosto per allenarmi sulla Black Snake con ancora i ricordi dell’anno prima, il 2015 dove quasi stavo per fare podio. Però nello sport va così. Mi sono fatta male due settimane prima, alla gara di Gravitalia a Pila, quello mi ha buttato giù e non mi sentivo guarita al 100% e pronta per affrontare questa gara. La mia testa voleva, ma il corpo non poteva dare quello che volevo. In gara nonostante tutto ho cercato dare il massimo, alla fine non ce la faccevo più, come penso tanti altri atleti. Il percorso era tosto, magari troppo. Per quello questo è stato un solido settimo posto. Basta ormai è sucesso cosi, devo essere contenta, accettare e guardare avanti.

E’ difficile anche per una Campionessa come te trovare gli sponsor per coprire le spese e le trasferte?
Purtroppo il Downhill è ancora uno Sport “outside” ed è difficile trovare supporto finanziario. Io quest’anno ero molto fortunata, oltre a del materiale avere anche degli sponsor che mi hanno dato budget per aiutarmi a finanziare la stagione. Senza loro fare tutti questi viaggi e gare all’estero non sarebbe stato possibile. In Federazione Ciclistica Italiana il Downhill fa solo una piccola parte, e non c’è il budget per gli atleti. Le spese per fare le gare anche di Coppa del Mondo, se non c’è il team o lo sponsor che danno supporto, sono tutte a carico dell’atleta.

Hai mai partecipato ad una gara di enduro? Ti piacerebbe dedicarti anche a questo tipo di eventi?
Quest anno ho fatto una piccola gara regionale di enduro. Mi sono divertita un sacco ed in futuro mi piacerebbe fare anche qualche gara di enduro. Quest’anno il mio calendario era troppo pieno con le gare di Downhill. Ma vediamo l’anno prossimo…

Sei un esempio per molte ragazze. Credi che il Downhill sia uno sport solo per uomini? Perché lo consiglieresti al “gentil sesso”?
Io penso che qualsiasi sport è sia per uomini che per donne e cosi anche il Downhill. Fare sport non vuol dire sempre fare gare ed essere competitivo. Ma vuol dire divertirsi. Ognuno può fare Downhill, Mtb o qualsiasi sport. In ogni cosa c’è modo per migliorarsi. E quello è importante. Io consiglierei a tutte le ragazze di provare qualcosa di nuovo, quindi perché non il Downhill? Noi ragazze possiamo mostrare di essere forti e di poter fare tutto quello in cui crediamo.

Quale è il tuo tracciato preferito dove ti diverti sempre?
Il mio tracciato preferito, quello che conosco meglio è la mia pista di casa, il Colle a Bolzano. E’ il percorso dove mi alleno il più delle volte, dove mi diverto sempre e dove magari, ma meglio di no, ma potrei scendere anche ad occhi chiusi.

Viaggiando molto hai qualche curiosità che ti è capitata in giro per il mondo?
Viaggiare era già una mia gran passione prima di iniziare con le gare in giro per tutto il mondo. Durante i miei studi infermieristici ho fatto un stage in Africa per due mesi. È stato un viaggio incredibile e mi ha fatto crescere tantissimo a livello personale. Questo è quello che fanno i viaggi. Purtroppo qualche volta succede che nei viaggi per le gare hai in testa solo la bici, la gara, la tua performance. Ma è anche importante non perdersi troppo in questo mondo. La gara è la gara, devi fare quello che devi. Ma il viaggio ti porta a casa tantissime altre cose oltre a quello. Amici, posti nuovi, riccordi, avventure ed esperienza. La mia curiosità è sempre vedere posti nuovi e vedere le cose che sono li oltre la gara.

Quali sono i progetti per il 2017? Puoi parlarne?
Ci saranno un paio di cambiamenti. Ma non posso ancora dire niente, le news ariveranno nelle prossime settimane.

Per finire vorremmo sapere cosa vuol dire Downhill?
Per me il Downhill è passione, una gran parte della mia vita e al momento magari è più o meno tutto quello per cui vivo. Poter vivere cosi, viaggiare, andare in bici, fare gare, essere con delle persone speciali. Al momento non potrei immaginare una vita migliore di questa. Sono furtunata di poter vivere cosi.

Chi vorresti ringraziare?
Devo ringraziare tantissime persone. Iniziamo da mia Mamma, mio fratello ed il mio ragazzo per quello che sono. Mio cugino Georg, per tutto quello che fa per me e grazie ai miei compagni di team.  Arthur il boss del Bike Club Egna, senza di lui non sarei dove sono. A Pepi e B.S.C. per il super supporto technico, a Dietmar e Elektro W&W per essere il mio Sponsor principale. A Pixartprinting per avermi dato possibilità di far parte del bellissimo progetto “Your Vital Sign”. Lapierre, Poc, Formula per tutto il materiale di questa stagione. Ad Albi, lo studio Train to Smile a Bolzano. A Stefano ed i ragazzi del BMX di Bolzano per la possibilità di allenarmi. E poi a tutte le persone che mi seguono, mi tifano, e mi supportano in gara o fuori e mi danno tantissima forza di andare sempre avanti.

Ci uniamo all’idea di Veronika, sperando che gli atleti volenterosi possano sempre trovare qualcuno disposto ad aiutarli, per raggiungere il proprio sogno, il proprio traguardo personale.

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