“Per me la priorità è vedere i ragazzi contenti, voglio vederli divertirsi e vorrei vederli sempre con il sorriso, nel nostro ambiente questo capita spesso, anche in altri team.

Alessandro Alessi

Frequentando i campi gara è facile conoscere molte persone nuove. E’ sempre un piacere scoprire il lato umano non solo degli atleti, ma anche dei meccanici, team manager e di chi lavora all’ombra. Oggi abbiamo il piacere di incontrare una persona che viene dall’Emilia che a modo suo ha contribuito a questo mondo. Stiamo parlando di Alessandro “Sandro” Alessi, cuore ed anima del Team AlessiBici.

Cosa ci fa un negozio di Mtb in pianura?
Guarda, penso che la passione e la determinazione, a volte possano fare miracoli. Di certo è stata una scommessa, in parte vinta, ma nata dal fatto che mi appassiona tutto ciò che è meccanica e la meccanica più complicata ed impegnativa nel settore bici, la si trova principalmente sulle mtb attuali, perciò da qui la scelta di specializzarmi sulle ruote grasse.

Da quanti anni gestisci un negozio di bici e secondo te come si è evoluta la domanda e l’offerta sino ai giorni nostri?
Sono più di trenta anni che sono nel settore bici, ma da quando avevo quattordici anni che bazzico nelle due ruote, mio padre aveva un concessionario Piaggio-Gilera, ho iniziato a lavorare a tempo pieno con lui ed i miei due fratelli, dopo la scuola dell’obbligo, anche se ricordo come se fosse ieri, la prima volta che ho smontato il primo carburatore Dell’Orto, avevo compiuto da poco nove anni. Perciò è dal 1980 che mi sporco le mani seriamente ed a tempo pieno, prima di olio motore, ora di olio idraulico. Comunque è dal 1986 che ho iniziato con le bici, visto che già allora volevo gestire il mio spazio e creare qualcosa di mio all’interno dell’attività famigliare. Evoluzione del mercato… negli ultimi quindici anni il cambiamento è stato incredibile ed ora non è semplice rimanere aggiornati, negli ultimi quattro/cinque anni poi.
L’offerta, che reputo maggiore alla domanda, credo penalizzi parecchio noi commercianti, non è facile identificare quali tra i 150.000 prodotti presenti sul mercato, siano quelli che poi richiesti maggiormente dal pubblico. Inoltre sempre più aziende, arrivano direttamente all’utente finale senza passare attraverso di noi negozianti, perciò solo la professionalità sarà essenziale per tenere a galla attività come la mia.

Come vedi il futuro del mercato mtb?
Incasinato di brutto e nell’immediato in calo, spero di sbagliarmi, ma una crescita entusiasmante per la mtb assistita, secondo me farà sì che molta gente si avvicinerà al mountain biking, grazie “all’aiutino”, questo è positivo e va accettato secondo me, come sta accadendo oltralpe.

Oltre all’attività che hai da un po’ di anni, hai un Team con cui partecipate a vari campionati. Come è nato questo lato “race”?
L’ASD Alessi Racing Team, compirà il prossimo anno quindici anni, nata inizialmente per seguire l’ambiente strada, ma in poco tempo ha preso una piega diversa. L’ambiente strada non mi appassionava più di tanto, mentre invece, nell’mtb, la scelta dei prodotti può fare la differenza, un buon meccanico, specialmente nel Dh, può condizionare un risultato notevolmente, nello strada non credo più di tanto. Poi alle gare ci si diverte, si fa baracca, si fa esperienza, si va a correre in posti stupendi, si conosce sempre gente è tutto bello anche se molto impegnativo.

Quest’anno avete portato a casa un po’ di titoli grazie ai tuoi atleti, vuoi raccontarci queste belle esperienze?
Titoli, due maglie tricolori, una medaglia d’argento al Mondiale e due primi posti nel Campionato a tappe, ma sinceramente per me la priorità è vedere i ragazzi contenti, voglio vederli divertirsi e vorrei vederli sempre con il sorriso, nel nostro ambiente questo capita spesso, anche in altri team. Poi se arrivano risultati, ancor meglio, ma credo che quella sia solamente la ciliegina, la torta è tutto il resto, le risate, i complimenti che ci fanno, le trasferte, le grolle, i rutti di Fabri, le sberle scherzose tirate al Vignali, le minchiate che escono spesso dalla bocca di un po’ tutti, l’approccio alle gare del Garibbo, insomma, queste per me, e credo anche per loro, sono esperienze positive, perché tutto ciò che mette il sorriso è positivo. Poi quando qualcuno arriva al paddock e mi dice “bici perfetta Sandro, bici perfetta” ecco, questa è la cosa che mi dà più soddisfazione a livello personale. I titoli sicuramente di meno, i titoli servono ai ragazzi, se li meritano ed è giusto che arrivino e che li facciano gioire. Come nella musica, quando iniziai mi ero preposto di arrivare al livello dei miei idoli e ce l’ho fatta, nella Dh vorrei arrivare ad un titolo in particolare, un titolo che vorrei regalare a tutti quelli che ci seguono e ci stimano, chissà se anche lì ce la farò, di certo avere ambizioni e progetti mantiene vivi e giovani, da stimoli, penso di farlo per quello, ma non per vantarmi di aver fatto questo o quello, Enstein diceva “un uomo è vecchio quando i rimpianti, in lui, superano i sogni”, io soffro della sindrome di Peter Pan perciò…

Federica Amelio – Mondiale Master 2016 – Val di Sole (Tn)

Quale è il ricordo più bello di questi anni in giro per i campi gara?
Quando mi son reso conto, che ridendo e scherzando, qualcuno degli sbandati che ho raccattato, potesse veramente essere competitivo ed il primo titolo vinto dal mio “fratellastro” Fabrizio Dragoni, lacrime di gioia per entrambi, bellissimo!


Fabrizio Dragoni

AlessiBici è più un team oppure una famiglia? E perchè?
Una grande famiglia. Scelgo personalmente chi può farne parte, cerco di capire cos’ha in testa chi vuole far parte della family. Sotto il nostro gazebo c’è un clima straordinario, sto molto attento a non inquinare o rovinare quello che siamo riusciti a mettere insieme, le priorità sono: umiltà, modestia e semplicità. Io credo che anche un buon manico, se vive in un ambiente giusto e sereno possa dare il massimo, a volte vedo facce alle gare che sembrano quelle di un galeotto ai lavori forzati, questo mi rattrista molto, difficilmente vedrai un bianco-verde triste. Non puoi essere triste quando stai facendo quello che ti piace e sei circondato da persone straordinarie.


Andrea Garibbo – Alessandro Alessi – Fabrizio Dragoni – Photo Courtesy Gravitalia.it

Hai un consiglio od uno spunto su come si potrebbe migliorare ii Dh in Italia?
Le correnti di pensiero sono tante, di certo far correre i ragazzi su percorsi fisici ed impegnativi, penso potrebbe essere utile per l’ambiente nazionale, ma purtroppo le scelte dei percorsi sono spesso condizionate da altri fattori, spesso obbligati. Poi noi italiani abbiamo un problema grosso, siamo tutti un po’ viziati e coccolati, dunque già nascere qui è un problema non risolvibile. Se si potesse prescrivere un po’ di umiltà e di modestia, oltre ad apprezzare il sacrificio, di certo potremmo ottenere qualcosa di più a livello di risultati, ma per molti è più importante chiudere un doppio oppure il nuovo i-phone purtroppo…

Sei anche un musicista, vuoi dirci chi sono i “Stompin Mad Bats”?
1989 – 1994 Ecco… guarda, mi si alza il battito cardiaco solo al pensiero, è stato il periodo più bello della mia vita, concluso in modo abbastanza drammatico per me, vivevo per la musica e riuscendo a trasmettere quello che provavo, wow, figata pazzesca… poi, vabbè finito tutto… Solo da qualche anno ne riparlo volentieri ed ho ripreso a suonacchiare. Gli SMB sono nati prima come organizzazione, seguivo un genere molto particolare alla fine degli anni 80′, si chiama Psychobilly, una sorta di neo rockabilly, un incorcio tra rockabilly e punk. Era poco conosciuto in Italia, anche ora tra l’altro, perciò dopo aver girato mezza Europa a vedere concerti (si chiamavano festival e di solito suonavano anche sei – sette band) decisi di organizzare cose simili anche qui, nel frattempo inizia a suonare il contrabbasso, lo strumento simbolo di questo genere e dopo un po’, dopo essere stato fans, diventai organizzatore, insieme ad altri amici ed infine fondatore della band con alcuni di loro.

Come è nata questa passione per il contrabbasso?
La prima volta che rimasi affascinato da questo stupendo ed unico strumento (ne possiedo due),  avevo 16 anni, era l’82, Festival di Sanremo, ospiti di una delle serate erano gli Stray Cats, gruppo inglese simbolo del rockabilly anni 80, ecco, fu amore a prima vista. Poi il contrabbasso nel rock’n’roll, si suona quasi picchiandolo ed oltre ad emettere il suono della corda, diventa percussione, una locomotiva a vapore praticamente, da quella sera mi è rimasto impresso e dopo alcuni anni inizia a suonarlo, chiaramente da autodidatta, mai studiate le note, doppia soddisfazione!

Vuoi raccontarci qualche aneddoto o qualche cosa che vi è capitata durante i vostri tour europei?
Qui c’è da scrivere un libro… cioè, sto pensando a quale tra le migliaia che mi saltano in mente, ah, aspetta questa che non è compromettente tra l’altro! Tornavamo in furgone dall’Inghilterra, eravamo stati là a suonare, dunque strumenti al seguito, in Germania la polizia ci ferma in autostrada, in una area di sosta, praticamente ci sfrecciavano i camion a fianco, ci fanno scendere ed iniziano ad insinuare che arrivassimo dall’Olanda con il carico di “frutta”, guardano in continuazione il contrabbasso, molto capiente…, noi non avevamo nulla da nascondere, ma inizio a preoccuparmi, ma se questi me lo volessero aprire per vedere cosa c’è all’interno? Allora facciamo loro una proposta, visto che non credevano neppure fossimo musicisti, che ne dite se tiriamo giù gli strumenti e vi dimostriamo che siamo una band e non dei corrieri? Loro sorridendo accettarono, dopo cinque minuti stavamo suonando Tainted Love e gli sbirri che tenevano il tempo col piede, ha ha ha, poi ce ne fecero suonare un’altra, figata pazzesca!

Al giorno d’oggi per una band è facilissimo spostarsi ed organizzare eventi una volta tutto ciò come avveniva?
Penso che ora tutto sia più semplice, tranne muoversi, visti i costi. Organizzare allora? Difficilissimo, tramite lettere, telefonate (con telefono fisso chiaramente), poi anche il fax diventò essenziale, avessimo avuto il web, beh, penso che sarebbero andate diversamente tante cose, forse non saremmo neanche qui a parlare di bici o di Dh.

Avete in progetto qualcosa con il tuo gruppo?
Ci siamo rivisti, ma son passati tanti anni, gli impegni di ognuno son cambiati… Io sono tanto impegnato tra famiglia, lavoro, team ecc. ecc. ma comunque ho ripreso a suonare.
Ma cosa più importante, stiamo pubblicando il disco che registrammo tra il 92′ ed il 93′, Angry Noises, quattordici canzoni. Il disco era pronto per uscire, ma litigammo poco prima di una sicura tournèe in Giappone, era il 94′, di questo periodo ricordo grigiore ovunque, preferisco non parlarne… Ora facciamo uscire il disco, ventidue anni dopo, incredibile vero? Stiamo lavorando in questi giorni alla copertina del disco ed al sito www.stompinmadbats.com, il disco le venderemo online, sia CD che in classico Vinile, merita di essere pubblicato, quando l’ho riascoltato dopo tanti anni ho pianto… Poi le richieste che arrivano da ogni parte del mondo ora che si è sparsa la voce, grazie alla pagina Facebook della band che ho messo online, è incredibile, solo due nostre canzoni uscirono allora su delle compilation inglesi e sapere che c’è gente che ci sta ancora aspettando e vuole il nostro disco dopo tanto tempo, mi riempie di gioia. Di certo le nostre presenze ad alcuni festival, sono rimaste indelebili e non solo per noi, eravamo molto casinisti e dove c’eravamo noi vigeva il caos, queste cose penso abbiano fatto sì che rimanessimo comunque indimenticati.

Cosa ti piace e cosa non ti piace?
La gente positiva, i sorrisi, i complimenti, la mia famiglia, il mio team, la dh, i fuoriclasse umili, la gente semplice, il vino, la musica, cavolo, son tante le cose che mi piacciono, anche la montagna ed il bosco mi piacciono, o stare vicino agli specchi d’acqua mi piace un tot, in barca con mio figlio poi… Cosa non mi piace, innanzitutto diciamo che odio l’indifferenza di alcuni di fronte alle tragedie, più o meno gravi , non mi piacciono gli avidi di denaro e di potere, i falsi, i ruffiani, quelli che vincono la competizione del cazzo o quasi e si credono fuoriclasse, non mi piace quella gente che pagandoti un servizio pretende tu sia il suo schiavo, non mi piace chi vuole insegnarti il tuo lavoro o chi sminuisce il tuo lavoro, chi pensa che sei un coglione solo perché sei buono ed espansivo ed infine chi se ne approfitta perchè pensa tu sia un coglione. More bike… less like…

Se dovessi parlare del tuo carattere come ti definiresti?
Ha ha ha, diciamo abbastanza trasparente, di certo non sono il tipo che non ti dice quello che pensa, a me non interessa se qualcuno mi detesta, ma di certo chi mi apprezza non lo nasconde. Questo certo non è favorevole al mio lavoro o ai rapporti in generale, ma credo che girare a testa alta e senza mai scendere a compromessi, sia più importante che il portafoglio gonfio o un saluto obbligato, o almeno, io la penso così. Ma fare il ruffiano, dire sempre di sì ed assecondare qualsiasi richiesta, al solo scopo di incassare denaro o consensi, non è nel mio stile, insomma il cliente ha ragione quando ha ragione, dici che ho sbagliato mestiere? Forse si…

Negli ultimi anni hai subito un bel po’ di inconvenienti anche gravi al tuo paese. Dove e come avete trovato la forza per non mollare?
La passione per il mio lavoro, le tante persone che ho sentito vicine, il legame alle mie radici (nonostante abiti in un posto di m. e tra i più inquinati d’Europa) ed il team, queste sono le cose che mi hanno dato la forza. Dopo aver perso casa nel 2012 a causa dei due terremoti che hanno devastato le nostre zone a fine Maggio ed essermi ritrovato a riparare le bici sotto un gazebo per sei mesi, di fronte al nostro negozio inagibile vivendo prima in camper, poi ospite qua e là, guarda, avevamo pensato di trasferirci, ma poi sarebbero cambiate molte cose ed il pensiero cadeva sempre lì, e con il team come faccio? Poi vabbè, il terremoto mi è servito per farmi le ossa, visto che dall’anno seguente sono iniziati i sempre più frequenti assalti notturni al negozio, siamo alla 24° volta… Questa situazione fa incazzare, perché il terremoto è chiaro, alla natura non si comanda, ma la drammatica situazione, che dalle mie parti almeno, considero di emergenza, cioè quella di questo genere di criminalità, la considero inaccettabile, tanto quanto l’indifferenza di chi dovrebbe tutelarci, e non sto parlando delle forze dell’ordine… Questa continua violenza, questa potrebbe un giorno farmi passare la voglia…

La gente dell’Emilia si è sempre contraddistinta per la beneficenza. Sappiamo che sei attivo in questo campo anche per i tristi eventi di Amatrice. Vuoi parlarci di questo?
Da dopo Amatrice ci siamo mossi, perché è chiaro che solo chi vive certe situazioni, può capirne la portata, perciò appena saputo quello che è successo, specialmente dopo le altre seguenti scosse, che hanno propagato il dramma di parecchi km, io ed alcuni miei amici, abbiamo formato un gruppo, “Uniti non tremiamo”, con lo scopo iniziale di mettere in contatto chi chiedeva con chi potesse cedere, cioè materiali o strutture, da noi “ex terremotati” non più utilizzati, che potessero servire agli “sfigati di turno”. Poi, la cosa chiaramente si è propagata, sono stato là di persona, preso contatti, situazione certamente più drammatica confronto alla nostra, specialmente per questioni logistiche legate alla conformazione del territorio…. In queste settimane stiamo portando là roulotte e camper, qualche settimana fa ho trasformato il mio negozio in salumeria, ho praticamente piazzato tutti i prodotti che sono stati recuperati in una salumeria di Visso (MC), chiaramente inagibile i cui proprietari hanno perso anche casa, insomma, cerchiamo di fare qualcosa e cosa molto importante, andiamo direttamente da chi ha bisogno, senza farci filtrare dalla burocrazia, che sia illegale? Boh….

Cosa bolle in pentola in casa AlessiBici?
Cosa bolle… beh, diciamo che per la prossima stagione vogliamo divertirci ancora di più, perché la priorità e sempre quella e poi  grazie al supporto di Marzocchi (specialmente grazie all’amico Davide Pasqualessi) e Formula che ci daranno un aiuto, la famiglia si amplierà. E’ capitata l’occasione di dare una mano a due bravi ragazzi (potremmo parlarne solo da Gennaio) che secondo me meritano e che hanno ancora tanto da dimostrare, vista l’età e le loro doti. Sarà anche questa una scommessa, visto che negli ultimi tempi sono passati un po’ nell’ombra e rivederli tra i top, sarebbe per me una soddisfazione incredibile. Sarà mio compito metterli in condizione di arrivare dove si meritano, sul podio. Arriveranno anche tre o forse quattro giovani, quindici e sedici anni, poi chiaramente riconfermati tutti gli altri, dunque sempre quei trenta tesserati c.a di cui una quindicina faranno agonismo. Come bici continueremo con Commencal e Pedroni, secondo me bici tra le più valide sul mercato. Penso sia importante sapere che i miei ragazzi arrivino sul campo gara con bici all’altezza, sicure e soprattutto veloci, le mie scelte non sono assolutamente legate al mercato o alla moda (sennò avrei un team enduro e monterei Fox, no?), il negozio è una cosa, la Dh per me è un gioco, il mio passatempo preferito, una missione, poi chiaramente, quello che faccio è comunque legato al mio lavoro e di esperienza sui campi gara se ne fa tanta, inoltre quello che sperimento può magari servire ad altri un giorno, magari un giorno guadagnerò anche qualcosa grazie alla Dh, chissà.

Chi vuoi salutare o ringraziare?
Salutare tutti quelli che fanno le cose con il cuore, nello sport, nella vita e nel lavoro e ringraziare tutti coloro che volutamente o inconsciamente, mi danno stimoli, mi procurano il sorriso e pagano da bere!

Ci uniamo all’appello ed al gesto di solidarietà che stanno portando avanti queste persone. Visitate e restate aggiornati con la pagina ufficiale “Uniti non Tremiamo” perché la generosità è la cosa più importante.

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