“Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.”

John Ernst Steinbeck

Viaggiare è la più grande ricchezza. Lo sanno bene Simone Medici e Dennis Tondin che nel periodo off-season hanno deciso di partire alla scoperta di luoghi, persone ed usanze nuove. Perché giustamente la mtb è scoperta, avventura e voglia di condividere con altri amici questa passione. Loro non hanno scelto località “classiche” come Australia oppure Nuova Zelanda, ma hanno scelto il Sud America! Facciamoci raccontare come è andato il loro viaggio oltreoceano.

Simone Medici - Sudamerica Trip

Come è nata l’idea di questo viaggio in Sud America?
Simone: Durante l’ultima gara di Gravitalia lo scorso anno a Santo Stefano d’Aveto Dennis mi ha proposto di accompagnarlo in un viaggio di tre mesi in Argentina. Sono una persona a cui piace viaggiare, non sono così legato al mio territorio come altra gente, per cui mi è sembrata un’occasione da cogliere al volo e dopo un paio di giorni in cui vedere come organizzare la cosa ho deciso di partire. Dopo aver venduto la mia bici da xc e altre cose accumulate nel corso di questi anni di gare ero quindi pronto per questa avventura!

Dennis: Beh l’idea è nata un po’ così in poco tempo, tramite il mio amico Luca ho conosciuto Jere Maio, un pro-rider argentino che ha passato sei mesi in Europa tra Andorra ed Italia. L’idea del viaggio è partita quando ho avuto la conferma che ero invitato alla Redbull Valparaiso. Questa gara era uno dei sogni della mia vita!! Così abbiamo iniziato a organizzare un po’ il viaggio. Solo che il biglietto non era economico, quindi bisognava sfruttare il più possibile il viaggio in termini di tempo. Abbiamo iniziato a programmare con Jere pensando di stare il mese di febbraio, poi sono saltate fuori gare eventi etc. etc. e alla fine si è trasformato in un super trip di più di tre mesi. Così ho sentito Simo e gli ho detto della possibilità di correre a Valpo e del viaggio, ed abbiamo deciso di partire. Poi la ho dei parenti e quindi è stata anche un’occasione per andare a conoscerli.

Simone e Dennis - Sud America Trip
Photo Courtesy Simone Medici – Dennis Tondin

Cosa vi aspettavate da questo trip?
Simone: Sinceramente il Sud America era una zona abbastanza sconosciuta per me, non girano molti video (di bici) girati in queste zone, per cui non avevo idea di che cosa mi sarei trovato davanti. Sia a livello di cultura per la mtb che di territorio. Ma non mi interessava molto in verità, solo il fatto di partire e stare per tre mesi dall’altra parte del mondo a girare in bici era più che sufficiente!

Dennis: In realtà da questo viaggio non sapevo bene cosa aspettarmi, volevo vedere posti nuovi, gente e culture diverse dalla nostra e fare una bella esperienza. Avevo bisogno di andare un po’ via di qua. Poi la è estate quando qui è inverno quindi una buona occasione per stare un po’ di tempo in bici. Parlando con Jere che mi raccontava dei trail che hanno la e di come è la vita un po’ mi ero fatto un’idea e mi ha incuriosito molto.

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Photo Courtesy Simone Medici – Dennis Tondin

Avevate pianificato il tutto oppure è stato un work in progress?
Simone: L’unico che sapeva cosa saremmo andati a fare era Dennis Tondin, l’unica cosa che sapevo io era che in Argentina avevano la carne buona hahaha. Scherzi a parte, avevamo già in programma di partecipare alle due gare del neo circuito IXS SouthAmerica e alla RedBull Valparaiso Cerro Abajo, il resto è stato deciso in corso d’opera.

Dennis: Ahahahahah diciamo che abbiamo organizzato a grandi linee il viaggio, date delle gare e posti. Poi è stato tutto un work in progress vero e proprio, abbiamo viaggiato tanto, Jere la aveva un Kangoo dove abiamo fissato un terzo sedile dietro e abbiamo fatto più di 14.000 km 2 mesi e mezzo. È stata una esperienza fantastica!

Simone e Dennis - Sud America Trip
Photo Courtesy Simone Medici – Dennis Tondin

Dove avete alloggiato durante questo periodo?
Simone: Per i primi dieci giorni siamo stati a casa del cugino di Dennis, Santiago, che dobbiamo ringraziare moltissimo per l’ospitalità! Farsi capire non era così facile subito, per fortuna la parola “pasta” si capisce in tutto il mondo e almeno a cena si mangiava. In seguito abbiamo affittato una casa in una zona più comoda per le nostre esigenze, dove ospitavamo anche altri rider che avevano bisogno di un posto per dormire. Alla fine era diventata una sorta di partyhouse/meetingpoint/afterridechillingspot. Un modo di vivere bellissimo, stare insieme ad altri rider provenienti da zone diverse e andare a buttarsi insieme giù dai monti su una bicicletta! Magari qualche volta qualcuno tornava ubriaco alle otto del mattino e svegliava tutta la casa, ma al massimo ci si vendicava poi il giorno dopo. Mancava la griglia per l’asado, ma su quello ci lavoreremo la prossima volta, nel frattempo abbiamo compensato con la pasta alla carbonara dello “chef Medici” che ha conquistato tutti i locals argentini!

Dennis: Quando siamo arrivati a Bariloche per circa tre settimane siamo stati a casa di mio cugino, eravamo a 100 metri dal Lago Moreno a circa venti chilometri dal centro di Bariloche, ci sono molti laghi lì vicino. Poi Jere ci ha aiutato a trovare una casa da affittare a poco per tutto il tempo che stavamo la, era della nonna di un suo amico, una casa enorme con giardino grande e a quattro chilometri dal centro, così eravamo un po’ più comodi anche perché Jere viveva ad un chilometro dal centro!!

Simone e Dennis - Sud America Trip
Photo Courtesy Simone Medici – Dennis Tondin

Avete avuto difficoltà ad ambientarvi?
Simone: Non direi, anzi, personalmente mi sono trovato molto a mio agio con lo stile di vita locale; magari il livello dei servizi in generale è più indietro rispetto a noi europei, ma la gente si gode quello che ha e non si lamenta sempre come facciamo noi italiani. Questa è la cosa che maggiormente mi colpisce quando vado all’estero, la differenza di mentalità. Se solo pensassimo di più ad accontentarci di quello che abbiamo…

Dennis: Un po i primi giorni, ma non troppo anche perché la gente la è molto aperta e socievole, quindi non abbiamo avuto molta difficoltà. Siamo riusciti a imparare qualcosa della lingua abbastanza in fretta, poi Jere e qualche suo amico parlavano un po’ di italiano quindi è stato più facile. Ma poi pian piano abbiamo iniziato a parlicchiare un po di castellano.

Quale è la cosa che più vi ha colpito?
Simone: Sicuramente la quantità di Fernet-Cola che bevono gli argentini, oltre alla loro passione sfrenata per il tuning delle auto! Girano solo macchine di venti/trenta anni fa, ma stai pur certo che tutte fanno più rumore di una Ferrari e hanno i distanziali. Un’altra cosa che ho notato è l’atteggiamento delle persone, sono più amichevoli, più “alla buona” (almeno nel posto in cui vivevamo noi). In ambito mountain bike invece la cosa che certamente mi ha più colpito è la quantità di polvere che si solleva quanti tiri una testata per terra! E’ impressionante la quantità di polvere che hanno sui sentieri in Patagonia, non avevo mai visto nulla di simile. Bisogna completamente cambiare il modo di guidare a cui siamo abituati in europa, ed è stata una cosa non facile da imparare.

Dennis: Be una delle cose che più mi ha colpito e quanto la gente era tranquilla rilassata e aperta, hanno un modo di vivere completamente diverso da noi. In tutto il viaggio che abbiamo fatto abbiamo dormito molte volte a casa di ragazzi che abbiamo conosciuto la, sono tutti molto ospitali.

Simone e Dennis - Sud America Trip
Photo Courtesy Simone Medici – Dennis Tondin

Come viene vissuta la mtb in questi posti rispetto a noi?
Simone: Semplicemente cambia che vanno in bici per divertirsi e basta. Non pensano a cosa potrebbero rompersi cadendo oppure che quell’altro va più forte perchè ha le ruote 100 grammi più leggere e già così! L’importante è scendere giù da un sentiero e cercare di migliorarsi e divertirsi, il resto sono solo pugnette. In questo ultimo periodo inoltre stanno spingendo molto la mtb, vedi la nascita di un nuovo circuito IXS e la presenza di una tappa dell’Enduro World Series; credo che nei prossimi anni sentiremo molto parlare di questa zona.

Dennis: La mtb da loro e vissuta in maniera un po’ diversa da noi. Secondo me in maniera più sana, andare in bici la costa molto rispetto che qua, vedi in giro tanta gente che ha delle bici che qua da noi i ragazzi di adesso non la vorrebbero neanche per iniziare. Eppure loro ci corrono senza problemi o menate. Anche le gare sono vissute in maniera diversa molto più rilassata, a noi la prima gara che siamo andati a fare ci sembrava di essere a girare un weekend con gli amici più che a correre! Poi un altro problema che hanno loro è che non arriva molta roba per la bici, pezzi, telai etc. etc.  quindi è ancora più un problema praticare questo sport. Ma alle gare c’è molta più gente a guardare, gasano tutti sempre che sei un pro oppure uno qualsiasi, quando passi ti gasano questa è una cosa stupenda.

Come sono i trails? Sono simili ai nostri oppure completamente differenti?
Simone: Come dicevo prima, la principale differenza dei sentieri in Patagonia è il terreno! Mentre nel nord dell’Argentina sono molto simili ai nostri, al sud invece è tutta un’altra storia. Non è facile far capire la quantità di polvere presente sui sentieri in questa zona, credo che non ci siano molti altri posti così nel mondo. Vi invito a cercare su internet le foto di Claudio Olguin della Open Shimano di Bariloche, dovrebbero rendere l’idea delle condizioni su cui abbiamo gareggiato! Questo fattore rende però le piste molto divertenti e impegnative, l’unico aspetto negativo è che diventa impossibile fare i cosiddetti “trenini”, in quanto la visibilità per chi segue dietro è praticamente zero.

Dennis: I trail la sono molto diversi, hanno un terreno molto sabbioso e non hanno tantissima pendenza. Abbiamo fatto un po di fatica i primi giorni ad abituarci al terreno, mentre guidi ti si sfonda la ruota davanti appena ci carichi un po troppo. Alle gare i percorsi si distruggono perché essendo così mollo si fanno delle buche della madonna, poi non sai mai se la sponda tiene i si sfonda. Ma a me è piaciuto tantissimo hanno dei trail spettacolari, con salti anche abbastanza grossi, dei giri da far con l’enduro in dei posti da paura!

Credete che sia un’ottima alternativa all’Australia o la Nuova Zelanda?
Simone: Non essendo mai stato in nessuno di questi due paesi non posso dare un giudizio reale, ma l’unica cosa che posso dire è che per crescere a livello di mentalità è un’ottima alternativa! Personalmente consiglierei a chi ne ha l’opportunità di non esitare a fare esperienze di questo genere, soprattutto per quanto riguarda la crescita caratteriale. E poi le grigliate che fanno qua se le sognano dalle altre parti…

Dennis: Secondo me si è una buona alternativa, anche perché secondo me vivere la è un po meno costoso che in Australia o Nuova Zelanda, e i posti e i trail  sono veramente fantastici, per non parlare appunto della gente che ti fa sentire sempre a casa anche se sei dall’altra parte dell’Oceano.

Simone e Dennis - Sud America Trip
Photo Courtesy Simone Medici – Dennis Tondin

A che gare avete partecipato e come è andata?
Simone: Posso certamente dire che ho assaggiato un sacco di volte la terra sudamericana! La prima gara che abbiamo fatto è stata la IXS Cup a Bariloche, una pista molto ripida, stretta e durissima dal punto di vista fisico in cui sono caduto sia in qualifica che in gara; la seconda gara è stata la Open Shimano sempre a Bariloche, su una pista secondo me tra le più belle che abbia mai fatto, veloce, aperta, fluida; dopo la quarta posizione in qualifica con una run controllata in gara ho giocato il tutto per tutto e purtroppo sono caduto, ma queste sono le gare! La settimana seguente ci siamo spostati in Chile per la seconda tappa dell’IXS, a La Parva, in uno scenario che sembrava quasi lunare; un’immensa distesa di roccia a 3000 metri sul livello del mare, con un grip praticamente inesistente. In questa occasione sono caduto in qualifica in uno dei peggiori tratti della pista, facendomi male a una mano e riuscendo però a finire la gara in 8° posizione della categoria Elite. Sempre in questà località siamo tornati per correre la gara di discesa più lunga del mondo, la Superdownhill, su una trail in cui i migliori scendevano in 22 minuti! Inutile dire che è stata una gara massacrante. La gara che mi ha lasciato il ricordo più marcato è stato però la Valparaiso Cerro Abajo. Non avevo mai visto un’atmosfera così ad una gara di discesa, la gente impazziva letteralmente per noi rider e per noi era la sensazione più bella del mondo. Se non l’avete ancora fatto andatevi a leggere il mio report della gara su MTB-MAG, così capite di cosa parlo! Per non parlare poi della celeberrima caduta di Dennis dal drop, quella è stata la ciliegina sulla torta su una giornata indimenticabile!

Dennis: Abbiamo fatto un po di gare la, abbiamo corso la prima di Ixs a Bariloche dove sono caduto, facevo fatica a guidare in quel sabbione ma ho finito la gara quattordicesimo. Poi altra Ixs a La Parva in Chile anche lì ho dato una bella facciata e non ero molto informa ma mi sembra che ho fatto dodicesimo. Poi la Open Shimano sempre a Bariloche dove ho finito ottavo. Poi abbiamo fatto altre garette qual è la prima di andare a correre la gara per cui è partito tutto questo trip. La Redbull Valparaiso, la urban più spettacolare al mondo. Correre la è stata la cosa più figa che mi sia mai successo nella mia vita da rider e anche la ho tirato lo schianto della vita fortunatamente senza conseguenze. A causa della caduta ho fatto solo un giro e mezzo di prove prima della qualifica, ma sono riuscito a qualificarmi, ne passavano solo venti ed alla fine ho chiuso diciassettesimo! Poi la settimana dopo siamo andati a correre la Superdownhill a la Parva una gara stupenda che dura 22 minuti, 14 km di discesa è una cosa assurda. E anche lì ho finito decimo! Poi sono riuscito a fare anche le due tappe di EWS, quella a Valdivia in Chile che purtroppo partendo con un numero alto prendevo circa quattro rider a ps, ed ho finito novantesimo. Poi ho corso anche quella di Bariloche finendo 68° anche lì con qualche problema di traffico. Calcolando che non è il mio sport l’enduro sono andate anche bene ed è stata un esperienza fantastica.

Simone e Dennis - Sud America Trip
Photo Courtesy Simone Medici – Dennis Tondin

C’è qualche aneddoto che vorreste raccontarci?
Simone: Mmmmm si! Il giorno dopo la gara di Valparaiso abbiamo deciso di andare in spiaggia in un altra città a una ventina di chilometri di distanza. Mentre tornavamo verso la macchina dopo essere stati a vedere un po’ di culi in spiaggia ci siamo fermati davanti a una terrazza dove c’era gente in costume che ballava. Da lì è partita la fatidica frase “Beviamo solo una birra e poi andiamo…”. Certo come no. Dico solo che mi sono ritrovato alle 4 di notte insieme ad un altro amico, da soli, senza un centesimo in tasca, senza telefono, in costume da bagno, a 20 km di distanza dal nostro albergo! Il resto è storia…

Dennis: Ahah be uno può essere quando siamo andati a correre una faretra a Junin de los Andes, il paese dove abita Camila. Abbiamo fatto questa gara, prendevano i tempi col cellulare, ci siamo divertiti un sacco, finita la gara hanno organizzato una festa in un Ski Rent di uno dei ragazzi. Durante la festa abbiamo persino fatto il “Mondiale di sci su asfalto”, consisteva in due vestiti con scarponi e sci, attaccati con una corda alla macchina e venivano trainati in strada! Ahahaha naturalmente ha vinto Jere che non aveva mai messo gli sci ai piedi. Ad un certo punto della serata abbiamo perso Simo. Festa fantastica e siamo finito a fare il podio della gara alle quattro di mattina e ci siamo dimenticati Simo che dormiva nell’appartamento sopra allo ski rent. lo abbiamo recuperato il giorno dopo!

Simone e Dennis - Sud America Trip
Photo Courtesy Simone Medici – Dennis Tondin

Siete un esempio per molti ragazzi qui in Italia, perché consigliereste un viaggio così?
Simone: Lo consiglierei perchè si scoprono cose nuove, si conosce il mondo, si fanno esperienze indimenticabili e soprattutto perchè la vita è una sola e bisogna viverla a pieno!

Dennis: Addirittura un esempio? Così divento rosso Ahaha!! Io lo consiglierei perché è un esperienza fantastica, poi la è estate quindi si può girare in bici al caldo, in posti stupendi. Poi vivere un po’ nella mentalità e nello stile di vita che hanno loro la, secondo me fa molto bene e ti rilassa molto.

Simone e Dennis - Sud America TripPhoto Courtesy Simone Medici – Dennis Tondin

Il ricordo più bello? E quello più brutto?
Simone: Direi che il ricordo più brutto è stato Dennis che cade dal drop a Valparaiso, mentre quello più bello Dennis che cade dal drop a Valparaiso.

Dennis: Beh il ricordo più brutto non so, non ne ho molti, non so se è stato quando nel fare foto un paio di giorni dopo il whip contest ho sbagliato il salto e ho tirato una facciata gigante. Oppure lo schianto a valpo! Il ricordo più bello, penso sia quando siamo arrivati a valpo la domenica della gara. Con tutta la gente che gasava e ti chiedeva foto!

Simone e Dennis - Sud America Trip
Photo Courtesy Simone Medici – Dennis Tondin

Pensate che ci ritornerete e perchè?
Simone: Personalmente voglio ritornare il prossimo inverno perchè ho lasciato un po’ di cose in sospeso ancora. Tra queste ci sono vendicarmi tagliando i capelli a Jere Maio (quest’anno ho fatto una scommessa con lui… e ho perso) e vincere la gara della Open Shimano. Ah e devo ancora insegnare a fare la carbonara a un nostro amico.

Dennis: Io tornerò di sicuro, credo verso fine Novembre anche perché vorrei andare a correre l’altra urban in Messico e poi andare in Argentina. La mi sono trovato molto bene, ho conosciuto tanta gente e rider super simpatici e voglio tornare a passare un po di tempo con loro. Poi ci sono dei posti che non siamo riusciti a vedere in questo viaggio e quindi vorrei tornare per andarci!

Simone e Dennis - Sud America Trip
Photo Courtesy Simone Medici – Dennis Tondin

Progetti futuri?
Simone: Per adesso pensiamo a fare la stagione di gare qua da noi nel migliore dei modi e ad organizzare un qualche evento che è ancora top secret, poi si vedrà… sono uno a cui piace improvvisare di solito.

Dennis: Per ora i progetti sono corere le gare qua in Europa e Italia, Poi chi lo sa che altro può saltare fuori in questo periodo.

Chi volete ringraziare per questa esperienza?
Simone: In primis Dennis che mi ha proposto di partire e a Jere Maio che è stato la nostra guida e  punto di riferimento in Argentina, sia a livello di mtb che a livello di party! Senza di lui tutto questo non sarebbe stato possibile. Inoltre un enorme grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato in questi 3 mesi e che ci hanno fatto passare momenti indimenticabili, ci rivedremo presto! Un grazie infine alla mia famiglia che mi ha supportato nonostante la lontananza da casa.

Dennis: Principalmente vorrei ringraziare i miei genitori zii e nonni che hanno contribuito a finanziare il viaggio, il mio amico/fratello Jere perché è grazie a lui se è partita l’idea di questo viaggio e lui ha organizzato le cose la in modo da arrivare e avere una casa, ci ha portato a tute le gare e in posti da paura! Gonza, Cepi, Seba, Bonjan, Kittu, El Seby, Benja, Gustavito, Lonja, Chueco, Luciano, Franco, Fran e la Cami e tutta la gente e gli amici che abbiamo conosciuto la e che ci hanno aiutato, ospitato e ci hanno fatto sentire come a casa nostra! E infine al mio Team Mangusta ed ai miei sponsor specialmente DeanEasy che ha dato un bel contributo al mio viaggio!! Un grazie particolare a papa e mamma di Jere che ci hanno trattato come figli quando ci hanno ospitatao a casa loro.

Simone e Dennis - Sud America Trip
Photo Courtesy Simone Medici – Dennis Tondin

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