“La vita e vivere sono un dono… il tempo ha un valore immenso”

Federico Grandesso

Ci sono campioni abituati a combattere contro un avversario, contro un cronometro o contro i propri limiti. In questo caso abbiamo una grande persona, che ha dimostrato tutta la sua forza e coraggio. Oggi vogliamo presentarvi Federico Grandesso, una persona che ha sconfitto un brutto male e di questa esperienza ha voluto farne tesoro, per portare un messaggio di speranza a chi come lui si trova a dover vivere il momento più difficile della propria vita. Ora lasciamo spazio al caro amico Federico ed alla sua storia.

Federico Grandesso - A Ruota Libera

Vuoi presentarti brevemente a chi non ti conosce?
Chi sono io? Uno qualunque credo, un uomo, figlio, padre, marito, lavoratore… ma con qualcosa in più! Un’esperienza che mi ha fatto toccare con mano la vita e la sua fragilità.

Federico Grandesso - A Ruota Libera

Quando hai scoperto che qualcosa non andava e come?
Fu un caso, una sera mentre facevo la doccia accusai un dolore all’inguine che si protraeva al testicolo destro. Pensai a qualche movimento brusco o botta ma non ricordavo niente in merito, pensai subito al medico che poi mi fece fare l’ecografia. Era il 2002, fine inverno.

Federico Grandesso - A Ruota Libera

Come ti sei sentito in qual momento? Pensavi fosse la fine?
Mi sono sentito “minacciato”… non so dire perché ma un sesto senso mi diceva che era una cosa seria.
Un cancro importante come il mio non era da prendere sottogamba, anzi! Non ho pensato fosse la fine anche se ho dovuto accettare la possibilità di non superarlo.. in qualche modo é stato liberatorio.

Come hai affrontato il periodo di cure?
Vissuto é il modo giusto!! Per quanto mi fossi preparato per “affrontare” la cosa, giorno dopo giorno mi accorgevo che tutto veniva messo in discussione ogni ora… vivevo con affidamento ogni secondo e cercavo di essere più positivo possibile.

Federico Grandesso - A Ruota Libera

Hai trovato sempre gente competente ed in gamba negli ospedali italiani.
Mi piace affermare che nonostante quel che si sente riguardo alla sanità italiana, dobbiamo ricordare che é fatta di persone che si prodigano con le risorse che hanno a fare del proprio meglio. Detto questo distinguo il mondo della diagnostica da quello che cura, il primo ancora troppo “veloce” se vogliamo… anche se é il primo approccio anche a malattie gravi. Il secondo, a parte la chirurgia, cura anche la persona oltre alla patologia. Vuoi in voto? Direi 8,5.

Sinceramente hai mai pensato di non farcela?
Pensare di non farcela? Ho fatto sei cicli di chemioterapia della durata di una settimana cadauno. Dal terzo in poi il pensiero si è fatto strada dentro di me, gli effetti collaterali erano devastanti. Si è il termine giusto!

Federico Grandesso - A Ruota Libera

Per chi come te ha vissuto questa esperienza che blocca ogni certezza della vita, cosa vuol dire oggi vivere?
Essere presi di forza e scaraventati in un’arena a lottare contro un killer dalle mille facce e riuscire ad uscirne. Riuscire a riappropriarsi del presente e proiettarlo nel futuro… beh!! La vita e vivere sono un “dono”… il tempo ha un valore immenso!!

Federico Grandesso - A Ruota Libera

Hai trovato nel tuo cammino altre persone che come te stavano lottando. Che rapporto si instaura tra chi combatte lo stesso nemico?
Solo quando ti ritrovi nel mondo “parallelo” della malattia ti accorgi di quante persone soffrono. Finché stai bene anche se lo respiri da vicino che il dolore esiste non te ne rendi conto. Certo è che nel mondo del cancro l’aria che si respira é pesante! Il cancro genera paura in chi ce l’ha e anche per chi gli vive accanto e la paura blocca. Ho trovato validi compagni di ventura come rassegnazione e terrore. Il rapporto che si instaura é quello dei soldati in trincea, forti della speranza che l’attacco venga da terra per poterlo affrontare e non dal cielo.

Federico Grandesso - A Ruota Libera

Puoi affermare di aver vissuto due vite? Prima e dopo il male?
Certo che si. La malattia ti cambia cosi profondamente da farti paura, da non riconoscerti e da temere di non essere riconosciuto e riaccettato per quello che sei. Quello che eri prima rimane esteriormente, ma psicologicamente prendi una consapevolezza nuova nei confronti della vita, di esserci a questo mondo, fatichi a non pensare al tempo come una cosa che sfugge inesorabile e non vuoi sprecarlo ma assaporarlo. In fondo non sappiamo quando sarà la nostra ora no?
Due vite? Forte no? Sono fortunato non capita a tutti.

Federico Grandesso - A Ruota Libera

Quanto la famiglia ti ha aiutato in tutto questo?
La famiglia? Allora, credo che la famiglia nel mio caso sia stata molto importante e che sia stata motivo in più per lottare con forza. Ma non per tutti é così, io avevo due figli piccoli e volevo essere il loro papà – eroe, questo mi ha permesso di giocare un po con il momento e fortunatamente prendere la cosa più con amore che odio. In fondo l’amore crea e l’odio distrugge. Poi certo una moglie forte, genitori, fratello, parenti, amici, ect..tutti mi hanno fatto sentire il loro calore e questo mi ha supportato.

Federico Grandesso - A Ruota Libera

E gli amici? Ne hai trovati di nuovi anche in momenti così difficili?
Gli amici sono una componente fondamentale della nostra esistenza. Senza amici sarebbe come vivere senza il sole per me, ne ho tanti e nella malattia ne ho trovati di nuovi, anzi certi hanno trovato me! Le amicizie vagano per la terra fino a quando a un crocevia ci si trova… tipo te e me per esempio!! Amico mio.

Dove hai trovato la forza di uscire da questa sfida?
Bella domanda questa. Difficile rispondere, con il senno del poi… si dice cosi vero? Credo che la forza venga da dentro di me e non perché sono super ma perché ho accettato tutto della mia malattia prima e dopo, anche se non è facile dirlo e a farlo. Diciamo che nella sfida perde chi nemmeno prova… nel risultato essere vincenti o perdenti ha lo stesso valore con il cancro! Io ero vincente anche nel momento in cui sentivo che avrei potuto perdere solo perché almeno ci avevo provato.

Federico Grandesso - A Ruota Libera

Molto spesso il diminutivo di Federico è “Fede”. Tu sei un uomo di fede?
La fede? Certo è che sono stato istruito alla fede da sempre. Dico istruito perché la definisco una fede scolastica quella che avevo prima della malattia. Poi é cresciuta grazie ad incontri speciali ma soprattutto perché in certi momenti quando il mio corpo non rispondeva più sotto l’attacco delle chemio… sentivo il mio spirito sostenerlo! E lo spirito ha molto a che fare con ogni religione. Si sono un uomo di fede… a modo mio ma lo sono.

Federico Grandesso - A Ruota Libera

Sei stato in gamba a sconfiggere il male dentro di te. Credi che questa tua vittoria ora debba servire per dare speranza e fiducia a chi combatte adesso la sua battaglia personale?
In gamba? Anche fortunato direi, sono troppi i fattori che determinano una vittoria come la mia. Diciamo in gamba perché ho “voluto” provarci, fortunato perché il mio corpo ha reagito e tenuto botta. Mi sono fatto promotore di un messaggio di forza da divulgare ai quattro venti! Troppe volte ci si arrende ancora prima di tentare.

Federico Grandesso - A Ruota Libera

Cosa vorresti dire a chi si trova in questi momenti difficili?
A chi sta lottando ora dico “non mollare”… come dice Rocky “ancora un altro round”, potrebbe essere quello che cambia la tua vita… anzi che te la salva!!

Federico Grandesso - A Ruota Libera

La bicicletta che ruolo ha avuto in tutto questo?
“Pedala “, con queste parole la mia oncologa mi congedò alla fine delle chemio. Ero sfinito ma trovai la forza di salire su una cyclette e da li in mtb e poi la bdc… La bici mi ha permesso di “ritrovarmi”, riconoscermi e “ricostruirmi”.

Federico Grandesso - A Ruota Libera

Cosa è la bicicletta per te? E perché è bello essere ciclista?
La bici é una compagna, una silenziosa amica a cui confidare i tuoi stati d’animo, un mezzo su cui provare “come stai”, ci ridi, ci scherzi, imprechi anche se qualcosa non va. Lei sorride ti strizza l’occhio e ti dice…”Su ..andiamo”.
Il bello di essere ciclista oltre al fatto che fa bene, in bici le distanze si accorciano, gli spazi si riempiono, si fa amicizia, si fa squadra… e in una squadra tutto diventa più bello… anche il senso della vita.

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Perché “A ruota libera”? Come è nata l’idea di un libro.
All’inizio avevo pensato a qualcosa tipo “fuori dal tunnel”, poi pensando a come é “uscito” da dentro di me. “A Ruota Libera”, come si dice quando ci si sfoga e tira fuori tutto, mi ha preso e cosi é stato.
E pure non avevo idea di farne un libro, ma il destino ha messo sulla mia strada alcune persone ora amiche che mi hanno spronato a provarci, da cosa nasce cosa! L’idea era quella di provare a dare un messaggio di forza e speranza in un mondo di sofferenza, insomma a vedere il bicchiere mezzo pieno anche quando non si ha il bicchiere davanti, non si sa mai!!

Hai preferito una narrativa del tuo libro diretta a volte forte invece che romanzata. Perchè di questa scelta?
Sai… l’idea del romanzo mi piaceva all’inizio, ma poi pensando a ciò che desideravo trasmettere ho pensato che volevo metterci la faccia. Volevo che chi si trovasse a combattere come me contro il cancro avesse un amico vero, vicino, uno come loro insomma, uno dei tanti, uno che incontrato per strada desse loro retta e una spalla.
Cosi ho potuto fare un diario snello, solo parlando di me senza coinvolgere a livello emotivo familiari, amici e parenti. Perché il cancro quando ti arriva non prende solo te… prende tutto il tuo piccolo mondo, affettivo, lavorativo, sociale. Un romanzo dovrebbe essere ampliato in tutti questi aspetti… forse un domani, chissà.

Federico Grandesso - A Ruota Libera

Ti saresti mai immaginato l’affetto e la vicinanza di tanti lettori?
Quando con la mia editrice abbiamo lavorato al libro e il momento di andare in stampa era arrivato, mille dubbi mi assalirono… era giusto quello che stavo facendo? Era bene o male? Avrei urtato i sentimenti di chi nel cancro aveva perso qualcuno di caro? Che amava? Avrei dato una marcia in più a chi stava lottando? Avrei scosso la mia famiglia mettendomi in piazza con la mia storia? Mentre ero preso da questi pensieri e pronto a dare la mia risposta pensai a quello che aveva fatto si che Federico guardasse in faccia il cancro e decidesse di affrontarlo anche se poche “sembravano” le speranze di vincerlo… e tra le mie righe c’era quello che aveva fatto di me un guerriero e non un rassegnato al destino… mi accorsi che non c’era tempo da perdere!! Il successo della presentazione al mio paese e le tante presentazioni fatte, le ristampe del libro, i contatti avuti, le amicizie fatte… beh no non avrei mai immaginato! La forza per proseguire viene da tutto ciò.

Ora organizzi serate itineranti dove presenti il tuo lavoro. Lo fai in modo unico però. Ci vuoi spiegare come e perchè in questo modo?
Si organizzo serate e vengo aiutato ad organizzare serate “A Ruota Libera”. Il merito del come le presento va alla mia editrice che disse prima di preparare l’esordio del libro al mio paese: “E se le fai in bicicletta? Cambiamo il solito modo… che dici?”. L’idea la sposai subito e da allora tutti in bici sui rulli e vestiti da ciclisti ma anche no… Abbiamo messo su rulli anche vecchie bici da donna per le presentatrici, ibride, bici da corsa, grazie anche a uno dei miei sponsor… la Cicli Elios di Badia Polesine.

Federico Grandesso - A Ruota Libera

Quali sono stati i tuoi progetti recenti? E quali saranno quelli futuri?
Tengo a precisare che “A Ruota Libera” é per me un piacevole hobby ancora… Magari diventasse un lavoro!! Il tempo ultimamente non si concede tanto facilmente ma in questi giorni stiamo ultimando un nuovo libro scritto a sei mani, io con la mia oncologa e un amico psicoterapeuta. Abbiamo fuso insieme tre fattori fondamentali per la lotta al cancro, l’ammalato, il medico, il fattore psicologico che a me sta tanto a cuore. Se tutto va bene a breve vi daremo notizie dell’uscita del nostro libro.
Quindi come progetto recente ci siamo, futuro? Pensando che esiste “oggi” e domani chissà, ho in mente qualcos’altro da ieri. Perché il passato anche se passato c’è stato e nel cuore ci sono altre idee e se Dio vorrà più avanti qualcosa accadrà.

Federico Grandesso - A Ruota Libera

Chi vorresti salutare o semplicemente ringraziare.
Voglio salutare tutti con un grande abbraccio e a tutti dico semplicemente GRAZIE.

Abbiamo riservato questa domanda per ultima ma non per importanza. La bici è liberta?
Libertà? Ricordo la prima volta che senza rotelle presi velocità…pareva avere le ali!
In bici si vola anche e tu ne sai qualcosa vero? La bici oltre a essere libertà… rende liberi!

Federico Grandesso - A Ruota Libera

Ci ha fatto molto piacere incontrare nella nostra vita una persona così speciale. Se anche voi volete condividere con Federico una serata o la vostra storia potete contattarlo. Di seguito tutte le info e siamo sicuri che vi accoglierà con un sorriso come è solito fare.

Sito ufficiale: www.federicograndesso.it
Email: Federico.grandesso@libero.it
Pagina Facebook: Federico Grandesso
Instagram: chicosessantotto
Libro “A ruota libera”: Clicbike.it
Cell.: 338/5302571