Che fine ha fatto la semplicità? Sembriamo tutti messi su un palcoscenico, e ci sentiamo tutti in dovere di dare spettacolo.

Charles Bukowski

Svegliarsi la mattina presto, prima dell’alba e sentirsi come un bambino il giorno di Natale. Guardare fuori dalla finestra per scrutare l’orizzonte ancora poco illuminato e pensare già alla giornata che ci aspetta. Il sole sta per sorgere, inizia ad illuminare i monti dell’Appennino Modenese che ci circondano, ricoprendoli di un colore quasi dorato. Aspettiamo ancora un attimo, un momento, per dargli il benvenuto e godere di questo spettacolo. 

Prendere la nostra amata bicicletta e dirigersi verso il centro di Fanano, con il fresco dell’aria mattutina che ci accarezza la faccia. Un pescatore cammina vicino la riva del torrente Leo, intento a catturare qualche preda o forse solo per rilassarsi immerso nella natura. Pedalare senza fretta, assaporando ogni metro che scorre sotto le nostre ruote. Oggi è domenica e non si lavora, questo momento lo abbiamo atteso da giorni. 

Ecco arrivare un amico un po’ speciale davanti a noi, sta passeggiando vicino al municipio con a fianco il suo fedele cane Teo. Che sorpresa, ti saluta con un sorriso schietto, ti stringe la mano in modo deciso e subito ti invita a fare colazione. Il bar del paese, vicino la rotonda per Sestola è già aperto da un po’ e la signora che ci serve al banco ci prepara un cappuccino speciale fatto con passione. Una brioche, un bicchiere d’acqua e si può ripartire per una giornata che si preannuncia unica.

Quanti piccoli e semplici gesti assaporati in pochi minuti. Si pensa erroneamente che solo le grandi cose possono darci la felicità o lasciare il segno dentro di noi, ma spesso ci sbagliamo. Anche le cose spesso scontate possono essere uniche. Tanti piccoli momenti che se messi assieme uno dietro l’altro ci riempiono la vita e danno serenità.

Togliere tutto il superfluo per raggiungere la vera essenza. E’ questo che ha pensato Pier Paolo Marani nell’ideare la sua ultima trovata, il suo format di gara. Una ricetta semplice, ma per questo non banale la sua “Blind Race”.

Prendete cinquecento metri di percorso naturale, fate due manche con risalita a spinta lungo il tracciato. Alla fine prendete i migliori cinque atleti assoluti e fate la finalissima. Complicato? No. Divertente? Moltissimo, perché in questa competizione non si prova il percorso prima della gara e si guida alla cieca. Banale? Non molto perché si esaltano tute le doti di un pilota ed ogni errore può costare caro.

Con queste regole, un pizzico di sana competizione e molta goliardia domenica 10 Maggio 2015 presso il Camping “Il Castagno” di Fanano è andata in scena la prima gara intitolata “The Dog Wood”. Non un singolo evento ma la prima di un circuito basato su tre prove. Quasi cinquanta iscritti in una giornata di sole, sorrisi, amicizie e per finire tante birre.

Come è andata? Il più veloce in finale è stato il local Emanuele Vincenzi, seguito da Eros Pierotti e Mirko Battazza. Tra le donne la vittoria è andata a Daniela Ternelli. Presente anche la categoria Ragazzi, una bella scelta questa che fa avvicinare e divertire anche gli atleti più piccoli. Il più veloce tra i giovani a fine gara è stato Mattia Gaboardi.

Ora vi lasciamo gustare la photostory della giornata e facciamo i complimenti a Pippo Marani per questa sua capacità di mettersi sempre in gioco, cercare di trovare cose nuove e far divertire sia per i pro che per i “domenicali”, categoria dove lui si riconosce! Ci auguriamo che questa tipologia di evento possa diventare molto diffusa nel nostro paese, magari prima e dopo la stagione, in quei periodi dell’anno più tranquilli. Così facendo si potrebbe fare avvicinare nuovi utenti alla mtb, con un format facile che riesce a conquistare anche il pubblico, in quanto con discese di appena cinquecento metri si possono trovare location facilmente raggiungibili anche vicino i centri abitai.

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