A volte essere un fratello
è ancora meglio che essere un supereroe.

Marc Brown

Trento è una bella cittadina che sorge nella valle dell’Adige, molto conosciuta ed ammirata. Il suo nome deriva dal nome Tridentum, cioè città dei tre denti. Si suppone che i tre colli che sorgono nei pressi della città possano ricordare tre denti, si tratta del Doss Trento, Doss Sant’Agata e il Doss di San Rocco. La sua posizione strategica è sempre stata importante nei secoli, sia militarmente che come snodo viario verso il Brennero attraverso la Via della Claudia Augusta. Rico centro commerciale e militare negli anni ha saputo fare tesoro del territorio che la circonda, valorizzandolo e promuovendo ciò che la nature le ha regalato. Ad oggi in queste valli e boschi il turismo è la risorsa principale. E’ possibile praticare moltissimi sport, sia invernali che estivi. Ma ciò che ci piace di più è la passione verso la Mtb che sta prendendo sempre più piede in questa terra anno dopo anno. Dal Lago di Garda alla Paganella, passando per la Val di Sole, fino a San Martino di Castrozza, negli ultimi anni la mountain bike sta attirando sempre più utenti ed appassionati. Ciò ha portato molte persone ad avvicinarsi a questo sport. E’ così che anche Dennis un giorno decise di provare il Downhill quasi per gioco, spronato da un amico. Lui è un ragazzo molto tranquillo e spesso perso nei suoi pensieri. Ma da quel giorno li suo cuore ha ripreso a battere ed i suoi occhi a brillare ogni volta che sale sulla bicicletta. Tanti attimi e frammenti su due ruote che condivisi con gli amici possono dare solo che felicità.

Sei originario della zona di Tento, un posto bellissimo. Cosa ti piace della tua terra e della gente che ci abita? E cosa non ti piace?
Si vivo vicino a Trento, più precisamente a Covelo che si trova nella Valle dei Laghi. Il posto è stupendo, ci sono molti laghi e montagne, quindi ci sono anche molti trails. Purtroppo non si possono utilizzare tutti, o meglio lo possiamo fare però rischiando multe dalla Forestale, questo è quello che mi piace meno del luogo dove vivo. Alcune persone della zona sono ancora chiuse verso questo sport, anche se ultimamente nella pressi del Lago di Garda e nella Valle dei Laghi qualcosa si sta muovendo. Fortunatamente negli ultimi anni hanno aperto il bike park in Paganella, dove ci si può allenare bene col Downhill, con percorsi tecnici ed abbastanza naturali.

Hai un bel passato da crossista con gare a livello nazionale. Cosa ti piace di questo sport a motore? Trovi delle similitudini con il downhill?
Ho corso con le moto da cross per sei anni circa, questa passione me la ha trasmessa mio papà che poi ha continuato a seguirmi per tutte le gare come meccanico e consigliere. Il motocross è uno sport stupendo, se devo essere sincero un po mi manca, quando mettevo il casco in testa e accendevo la moto tutto si fermava, non pensi più a niente se non a dare gas e curvare sempre più veloce. Mi manca saltare, adoro fare whip quando stacchi le ruote da terra. E’ una sensazione stupenda simile al Dh ma si sta molto piu tempo in aria. Poi ce la partenza, quaranta piloti schierati dietro al cancello e lanciati in un imbuto che è la prima curva e tutti sono li per lo stesso motivo, curvare per primi. Una sensazione unica, l’adrenalina che sale quando girano il cartello dei cinque secondi, gli occhi si fermano solo su quel tubo di ferro che da li a poco cadrà e inizia la battaglia. Quasi come quando ti danno i dieci secondi in partenza col downhill, ma li sei da solo non ti da la stessa adrenalina. Penso che il Dh e il motocross siano abbastanza simili nella guida, infatti penso che la moto sia un buon allenamento per la bike, aiuta a migliorare la resistenza fisica. 

Come mai sei passato alla mtb? Da quanto tempo e che emozioni riesce a regalarti una bicicletta?
Nel 2010 ho fatto la mia ultima stagione in motocross è stato un anno un pò difficile. Ho avuto dei problemi, fisici e non solo, quindi  ho deciso che non avrei più corso in moto, ma mi serviva un alternativa ed avevo bisogno di essere su due ruote di qualche tipo. Fortunatamente durante l’inverno Franceso, un mio amico che gia praticava Dh me ne ha parlato e riparlato dicendo che era stupendo e che secondo lui era uguale al motocross. Quindi ad aprile sono andato al 100-one, un negozio della zona e ho comperato la mia prima bici da Dh. Così ho iniziato, beh devo dire che non avrei mai pensato che fosse così bello e divertente. Era vero assomigliava al cross e poi si saltava, a me bastava quello. Come ho già detto adoro saltare è un emozione unica. Se tu provi a spiegare a qualcuno che non ha mai fatto Dh cosa provi mentre scendi in un trail tra radici, sassi, alberi etc. etc. non ci riuscirai perché se uno non prova non può capire quanto sia bello. E’ un’emozione unica.

Quale è stato il tuo primo mezzo da downhill?
La mia prima bici da Dh è stata un Sunn Radical che ho comperato appunto al 100-one da Fabio, il quale ringrazio perché mi ha aiutato e lo fa tuttora stimolandomi e spronandomi a raggiungere i mie obbiettivi.

Immaginavi di arrivare nei top quindici dopo tre anni di gare?
Sinceramente no non me lo sarei mai aspettato, ad inizio anno ho deciso di iscrivermi Elite per avere dei buoni stimoli e per crescere come pilota. Sono migliorato molto anche grazie all’aiuto di Walter Belli col quale sono riuscito a girare un pò durante la fine dell’inverno. E’ grazie ai suoi preziosi consigli ed insegnamenti sono migliorato ed ho preso un bel passo. Poi alle gare poter chiedere consigli sulle linee, girare con lui ed i suoi ragazzi per me è stato un aiuto enorme. Sicuramente ha avuto il suo ruolo anche il nuovo team, con nuovi amici e compagni di squadra veramente unici e sempre disponibili. E’ bello coi propri compagni poter provare assieme i passaggi e scambiarsi le idee, anche questo è stato molto importante al fine del risultato. Inoltre ho conosciuto molta gente e tanti rider, il Gravitalia è un bel ambiente dove mi trovo molto bene e sono tutti molto amichevoli.

Se dovessi fare una riflessione sulla tua stagione passata cosa diresti? 
Questa stagione per me è stata stupenda. E’ la prima stagione che mi impegno a fare le gare, è stata lunga, ne abbiamo fatte tante a pensarci adesso. Magari potevo sbagliare un po meno, ma sbagliando si impara e secondo me quest’anno ho imparato molto, sono molto contento tutto sommato. Poi alle gare ho iniziato a conoscere altri riders e questo aiuta perché parli con loro, ti confronti sulle linee, in fondo c’è sempre qualcosa da imparare da tutti e non solo da quelli più veloci.

C’è una gara che più ti è rimasta nel cuore durante la stagione 2014?
E’ una scelta difficile, ma penso sia Paganella durante il Gravitalia. Non tanto per il risultato, sinceramente vado in bici per divertirmi e mi piace, poi se viene qualche buon risultato ben venga. Beh la gara della della Paganella è stata stupenda forse perché era la gara di casa, ma in realtà a me è piaciuta per le condizioni. Fango, fango ovunque, a detta di certi rider la pista era un pò pericolosa in quelle condizioni ma a me piaceva tantissimo. Peccato che la domenica in gara sono caduto, ma mi sono divertito a tantissimo lo stesso.

Molti ti ricordano per il tuo whip giù dal road-gap durante la gara del Gravitalia in Paganella. Vuoi raccontarci di questo tuo gesto?
Ahahahah…. Come ho gia detto adoro saltare e fare whip, mi diverte e mi rilassa. Penso sia una cosa che mi sono portato dalle moto è una cosa stupenda da fare. Come ho già detto in Paganella nella run di gare purtroppo sono caduto nella parte finale del bosco proprio davanti ai miei amici della Lake’s Garda Crew che facevano il tifo per me. Quindi quando sono arrivato sul road gap mi sono sfogato così. So che whippando si perde tempo, ma se no dove è il divertimento? Non riesco a saltare diritto è più forte di me, penso che una whip bella tirata sia il più bel trick da vedere in mtb.

L’ultima stagione hai corso con una GT Fury equipaggiata con ammortizzatore Ohlins. Per la prossima stagione hai novità in vista?
Si quest’anno ho corso con una GT, una bici un po da capire all’inizio ma poi è spettacolare nella guida. Durante l’inizio stagione abbiamo dato il via alla collaborazione con Andreani Gruop – Ohlins, penso sia la cosa migliore che potevo fare. Eros, Simone e Frankie sono impressionanti, hanno una professionalità invidiabile, capiscono al volo quando spieghi cosa senti che non va nella bici, un clic qua e due là e ti preparano una bici perfetta. Spero che l’anno prossimo continui la collaborazione. Inoltre per la prossima stagione c’é una novità, correrò con una Mangusta Cobra fornitami dal mitico Beppe. Ho provato la bike durante l’estate e devo dire che mi ci trovo veramente bene e va forte, adesso aspettiamo di fare i primi test con la 27.5. Non vedo l’ora di provarla!

Corri anche tu per i colori del Team Mangusta Bike. Come ti trovi in questa “famiglia”?
Quest’anno sono entrato a far parte del Team Mangusta Bike, devo dire che mi trovo veramente bene è un gruppo veramente fantastico, ci si aiuta tutti, ci si scambia pareri su settaggi e linee. Poi c’è Beppe, il nostro costruttore/meccanico delle bike del team è la persona più buona e corretta del mondo. Ringrazio lui e Francesco per avermi dato la possibilità di correre e crescere in questa squadra. Rimarrò con loro anche per la prossima stagione e spero anche per quelle avvenire perchè sono veramente un team di persone semplici, senza tante seghe mentali, ma che si impegnano al massimo in quello che fanno.

Negli ultimi anni il downhill ha perso un po’ di visibilità a discapito dell’enduro. Credi che sia solo un momento di passeggero?
Purtroppo si negli ultimi anni il Dh ha perso un po’ di visibilità ed interesse, ma è dovuto un po’ a tutto il giro di marketing che ce dietro, specialmente con le casa costruttrici. Poi sicuramente l’enduro è una disciplina dove ci si può avvicinare più facilmente e con più gente, anche perché i percorsi sono più semplici rispetto al downhill, infatti ci sono sempre tanti iscritti. Si può praticare anche più spesso non avendo bisogno di nessun tipo di risalita, basta pedalare. A me sinceramente non piacciono molto le gare di Enduro, ma è il mio pensiero personale e spero proprio che sia un periodo passeggero questo.

Ci è capitato di vedere la famiglia Tondin alle gare per seguirti e supportarti.  Quanto importante è la vicinanza dei propri cari, non solo fisica, per un atleta?
Si quando possono la mamma e il papà vengono a vedermi alle gare, a me fa piacere è bello avere la tua famiglia che ti sostiene comunque vada. Secondo me la famiglia ha un ruolo abbastanza importante se ti supporta, ti motiva e ti aiuta negli allenamenti e nelle decisioni, come hanno fatto i miei genitori che ancora ringrazio. Penso sia più facile raggiungere buoni risultati in queste condizioni. Al contrario se non sono molto contenti dello sport che pratichi e non ti spronano, sono un freno per raggiungere tuoi obbiettivi.

Cosa è la Lake’s Garda Crew?
La Lakes Valley Crew  siamo noi, un gruppo di amici quasi tutti della valle dei laghi, da qui il nome. E’ nata a luglio 2012 da un idea del padre fondatore Daniele “Ippu” e da un po di amici. Siamo una quindicina di persone circa, ci troviamo a fare qualche discesa o nel mio campo a fare “bracciolate” dove ho un salto da dirt. Giriamo praticamente sempre assieme, io un po meno per l’impegni con le gare ma appena posso vado. Mi piace troppo raidare con loro, specialmente con Ippu che è il mio schiacciasassi preferito. Riesci sempre a trovare qualcuno che ti fa compagnia è difficile che vai a girare da solo per i sentieri. Se un giorno sei indeciso se andare in bici oppure no, stai tranquillo che ti arriva un messaggio di qualcuno che ti convince a farlo, uno stimolo non indifferente!

Puoi parlarci anche del progetto A.G.B.A.? Di cosa si tratta?
A.G.B.A. (Alto Garda Bike Arena) è l’associazione dell’alto Garda che si occupa dei tracciati da Dh ed Enduro della zona, ne fa parte anche il mio compagno di squadra Mirco Montagni ed il mio amico Carlo Torboli. In questi anni i ragazzi di AGBA hanno lavorato molto con il comune e la provincia che ha stanziato dei soldi per realizzare questo progetto. Questo gruppo di persone dopo molti sforzi ed incartamenti vari sono riusciti a fare un bike park nella zona di Torbole. Un park molto naturale, non come i solitii park a cui siamo abituati, pochissime strutture e tre percorsi molto tecnici e belli. Sono già stai fatti i rilievi dai vari tecnici, adesso provvederanno a fare le modifiche necessarie per finire i lavori il più presto possibile. Questo gruppo di ragazzi stanno lavorando spinti solo dalla passione per questo sport e stanno facendo un ottimo lavoro.

Come dovrebbe essere per te il tuo trail dei sogni?
Il mio trail dei  sogni? Beh vorrei un trail super lungo, pero lo voglio completo, con passaggi tecnici, rock garden belli tosti e naturalmente con una parte veloce con sponde, doppi, tripli ,drop e panettoni giganti. Ecco se potessi costruire un trail dove e come voglio lo farei così, un misto tra la Val di Sole e Hafjell.

Nei periodi di pausa dalle gare, ti piace andare in qualche località straniera ad allenarti e girare con gli amici. Cosa ti piacerebbe vedere nei in Italia?
Quando non ci sono gare si  mi piace andare a girare all’estero andiamo spesso in Austria e negli ultimi due anni sono riuscito ad andare a Châtel e Morzine per due settimane. Inutile dire la solita frase che sono avanti anni luce rispetto a noi ma è la verità. Li ci sono una marea di linee, ce ne sono per tutti, e ci sono anche le linee “grosse”. In Italia mancano linee con salti fatti così, ecco cosa mi piacerebbe vedere da noi, linee con salti e drop che si possano chiamare tali. Quest’anno sono anche riuscito a fare qualche gara di IXS Cup e nei percorsi i salti ed i drop ci sono. Noi italiani facciamo fatica a sentirci sicuri perché non ci siamo abituati.

Lontano dalle gare come passi il tuo tempo? Cosa fai nella vita di tutti i giorni?
Lavoro con Eleonora in una sala boulder che gestiamo assieme, non è male come lavoro, ha i suoi pro ed i suoi contro. Per esempio l’estate ho più tempo libero da dedicare alla bike. Il contro è che durante il periodo invernale lavoro anche i weekend e ho un solo giorno libero, quindi non riesco ad allenarmi molto, poi il clima e le neve non aiutano. Per tenermi in allenamento vado con la bici da enduro nei trail intorno a casa e quando è possibile andiamo a Malo (VI) al Bike Park Ride, dai ragazzi dell’IPump. Hanno costruito una pump bellissima ed un paio di linee con jump da dirt. Andiamo la perchè penso che il pump sia un ottimo allenamento, sia per la tecnica di guida che per il fisico e poi perché mi piace a manetta saltare col dirt.

Che musica ti piace ascoltare? Per te è anche un modo per caricarti prima delle gare?
Non ho preferenze, ascolto un po di tutto, spesso mi affido al mi amico Ippu che mi prepara cd e playlist. Penso che la musica possa essere un buon aiuto per la concentrazione e la carica pre gara, pero è una cosa molto soggettiva. Quando vado a divertirmi adoro girare con le cuffie, girare con la musica nelle orecchie è stupendo e mi gasa molto.

Se ti chiediamo chi è l’Eleonora cosa ci rispondi?
La Ele? Beh Eleonora è la mi ragazza, la mia cuoca/dietologa e la mia compagna di discese. Siamo assieme da cinque anni e le voglio molto bene. Abbiamo iniziato a fare Dh assieme tre anni fa e quest’anno è riuscita a vincere il Campionato Gravitalia 2014. Lei è una grande sportiva, gli piace far fatica e tenersi in forma, gli piace mettersi in gioco e si impegna molto per raggiungere i sui obbiettivi, ed in questo aiuta anche me. Purtroppo quest’anno non è stata molto fortunata alcune volte ma si rifarà l’anno prossimo. Se ce una cosa che non gli manca è la grinta, quindi sono sicuro che può migliorare molto.

C”è una persona speciale che ti segue dall’alto. Ti andrebbe di raccontarci un bel ricordo o momento passato con lui a te molto caro?
Purtroppo il 17 Novembre del 2009 in un incidente stradale mi hanno portato via Maicol, il mio fratellino, aveva solo 17 anni. Mi manca molto, lui mi seguiva sempre alle gare anche perché correvo ancora in moto e andavamo sempre tutti assieme in pista. Aiutava sempre mio papà con la moto e poi sempre a farmi il tifo dove potevo vederlo bene fin che correvo. Questo è uno dei motivi per cui non corro più in moto, faccio fatica ad andare in pista e non vederlo, ma ogni tanto lo faccio perché so che a lui fa piacere, a lui piaceva che io corressi in moto. Il ricordo più bello che ho di lui è quando il mio meccanico ed i miei genitori non potevano accompagnarmi a Faenza per una gara. Stavo per decidere di non andare, ma lui mi ha convinto e mi ha accompagnato. Siamo partiti solo io e lui e siamo arrivati in pista di sabato sera. Domenica mattina prove e qualifiche, c’era un po di fango, ma la moto la lavava sempre lui e mi faceva da segnalatore andando a controllare orari, inoltre mi ha fatto pure il pranzo, insomma ha pensato sempre a tutto lui. Ho fatto una bella gara e lui è andato a comperare una foto dal fotografo che c’era in pista e ma l’ha regalata, adesso questa istantanea è appesa a casa mia. Un bel ricordo è anche di pochi giorni prima dell’incidente, avevamo fatto la gara sociale del Motoclub Arco ed aveva corso anche lui con la mia moto, ed è pure finito a podio. Non lo ho mai visto così felice e fiero, diceva ai suoi amici che voleva diventare come me, ma non ha nemmeno potuto provarci. Vorrei che fosse qui per vedere come me la cavo anche con la bici, ma so che lui è sempre con me, lo sento quando sono in difficoltà, gli chiedo una mano e so che mi aiuta. Prima di ogni gara quando sali in funivia o prima di partire ci faccio ”due chiacchere”, mi aiuta molto.

Quale è per te un valore a cui tieni molto e consideri importante?
Beh sicuramente l’amicizia, e la parola. Ho fatto molti accordi anche in passato con gente che mi aiuta nello sport solo sulla parola. A volte mi è andata male, ma a molte volte hanno mantenuto la parola data. Ma una volta che non mantieni una promessa o comunque non sei coerente non mi piace molto.

A chi vuoi dedicare i tuoi saluti e ringraziamenti?
Sicuramente ringrazio i miei genitori che mi hanno sempre sostenuto e aiutato. Eleonora per essermi stata vicina ed avermi sopportato durante la stagione, durante gli allenamenti e alle gare, ma soprattutto quando andava tutto storto, a volte non è stato facile. Spalo e Beppe e tutto il fantastico Team Mangusta per il sostegno e il supporto in questa stagione, Fabio e 100-one per l’aiuto in tutti questi anni, la Lakes Valley Crew. Ringrazio anche Papo e Sikspak-Rockstar, Maurizio e Oxeego, Franz e Smith per l’abbigliamento. Vorrei ringraziare anche i ragazzi dell’Ipump per averci dato la possibilità di allenarci quando volevamo nel loro park. Un ringraziamento speciale a Walter Belli, quest’anno sono riuscito ad allenarmi qualche volta con lui ed alle gare girare con i ragazzi del Team 360, sempre super disponibili. È merito vostro se questa stagione sono cresciuto, grazie veramente a tutti.

A Dennis ora piace saltare, saltare sempre più in alto. Gli ricorda la moto da cross e ciò lo rende felice più di ogni altra cosa. Forse perché è nel suo dna o forse perché mentre è in aria può avvicinarsi al suo angelo custode che dall’alto lo segue.

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